Amore e Attaccamento

Terza domanda: “Hai detto che l’amore può rendere liberi. Ma in genere vediamo che l’amore diventa attaccamento e invece di liberarci, ci rende più schiavi. Puoi dirci qualcosa sull’attaccamento e la libertà?”.
L’amore diventa attaccamento quando non è amore. Era solo un gioco, un inganno. La realtà è l’attaccamento; l’amore esisteva solo come facciata. Quindi, ogni volta che ti innamori, presto o tardi scopri di essere diventato uno strumento e da ciò comincia tutta l’infelicità. Qual è il meccanismo? Perché accade?
Proprio pochi giorni fa è venuto da me un uomo che si sentiva molto in colpa. “Amavo tantissimo una donna,” disse, “il giorno in cui è morta piangevo e singhiozzavo, ma improvvisamente mi sono accorto che dentro di me avvertivo una libertà, come se mi fossi liberato di un peso. Ho provato una profonda sensazione di sollievo, come se fossi diventato libero”.
In quel momento era divenuto consapevole di un secondo livello del suo sentimento. All’esterno piangeva, singhiozzava e diceva: “Non posso vivere senza di lei. Sarà impossibile, la vita non sarà altro che una lenta morte”. Ma “in profondità,” ha detto “sapevo di sentirmi molto bene, finalmente libero”.
Poi, a un terzo livello cominciò a sentirsi cadavere, e che aveva iniziato a sentirsi molto in colpa. “Aiutami”, mi pregò, “cos’è successo alla mia mente? Ho tradito mia moglie così?”
Non è successo nulla; nessuno ha tradito. Quando l’amore diventa possesso, attaccamento, diventa un peso, una schiavitù. Ma perché l’amore diventa un attaccamento? La prima cosa da capire è che se l’amore diventa attaccamento, ti stavi solo illudendo che fosse amore. Stavi solo fingendo. In realtà, avevi bisogno dell’attaccamento. E se vai ancora più in profondità, scoprirai che avevi anche bisogno di diventare uno schiavo.
Esiste una sottile paura della libertà, per cui tutti vogliono essere schiavi. Tutti, naturalmente, parlano della libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero, perché quando sei davvero libero, sei solo. E solo se hai il coraggio di essere solo, puoi essere libero.
Ma nessuno ha il coraggio necessario per essere solo. Anche tu hai bisogno di qualcuno. Perché? Hai paura della tua solitudine. Ti annoi di te stesso. E, in realtà, quando sei solo nulla sembra avere veramente significato. Con qualcuno ti distrai, ti circondi di significati artificiali. Non potendo vivere per te stesso, cominci a vivere per qualcun altro. La stessa cosa vale per l’altro: lui o lei non possono vivere da soli, per cui si è alla ricerca di qualcuno. Quando due persone che hanno paura della loro solitudine si incontrano e cominciano a giocare all’amore, in profondità sono alla ricerca di attaccamento, prigionia, schiavitù.
E prima o poi tutti i desideri si avverano. Questa è una delle più grandi disgrazie a questo mondo. Qualunque cosa desideri si avvera, prima o poi l’ottieni e il gioco di facciata scompare. Esaurita la sua funzione, scompare. Quando siete diventati moglie e marito, schiavi l’uno dell’altra, l’amore scompare, poiché era solo un’illusione grazie alla quale due persone hanno potuto diventare schiave l’una dell’altra.
Non puoi chiedere direttamente di essere uno schiavo; è troppo umiliante. Né puoi dire direttamente a qualcuno: “Diventa mio schiavo”; si ribellerebbe. Non potendo dire: “Voglio essere tuo schiavo”, dici: “Non posso vivere senza di te”. Ma il significato è lo stesso. E quando il vero desiderio
è soddisfatto, l’amore scompare. Allora cominci ad accorgerti della schiavitù, delle catene e lotterai per liberarti.
Ricorda uno dei paradossi della mente: se non riesci a ottenere una cosa, la desideri fortemente; se la ottieni, te ne annoi. Quando sei solo, aneli a qualche tipo di schiavitù, e quando sei in schiavitù, aneli alla libertà. In realtà, solo gli schiavi anelano alla libertà, le persone libere tentano di nuovo di essere schiave. La mente oscilla sempre come un pendolo, si sposta da un estremo all’altro.
L’amore non si tramuta in attaccamento. L’attaccamento era il bisogno; l’amore era solo un’esca. Eri alla ricerca di un pesce chiamato “attaccamento”, per il quale l’amore era solo un’esca. Quando il pesce ha abboccato, l’esca viene gettata via. Ricordalo e ogni volta che fai qualcosa, va’ in profondità dentro te stesso alla ricerca della vera causa.
Se ci fosse amore vero, non si tramuterebbe mai in attaccamento. In che modo l’amore si trasforma in attaccamento? Nell’istante in cui dici al tuo amato: “Ama solo me” hai cominciato a possedere. E nell’istante in cui possiedi qualcuno, lo hai insultato profondamente, perché ne hai fatto una cosa, un oggetto. Se io ti possiedo, tu non sei più una persona, ma solo una voce sulla lista dei miei beni. Sei una cosa da usare e poiché sei solo una mia proprietà, non permetterò a nessun altro di usarti. È un contratto nel quale io sono posseduto da te e tu fai di me una cosa. E in base a questo contratto, nessun altro ora può usarti. Entrambi i partner si sentono legati e schiavizzati. Io faccio di te uno schiavo e in cambio tu fai di me uno schiavo.
Allora comincia il conflitto: io voglio essere una persona libera, e tuttavia voglio possederti; tu vuoi mantenere la tua libertà e tuttavia possedermi. Se ti possiedo, sarò posseduto da te. Se non voglio essere posseduto da te, non devo possederti.
Il possesso non dovrebbe mettersi in mezzo. Dobbiamo rimanere individui e muoverci come consapevolezze libere e indipendenti. È possibile incontrarsi e fondersi l’uno nell’altra, senza che nessuno eserciti alcun dominio, in questo modo non ci sarà schiavitù, né attaccamento.
L’attaccamento è una della cose più orribili. E dicendo così, non intendo solo da un punto di vista religioso, ma anche estetico. Quando sei attaccato, hai perso la tua solitudine, il tuo isolamento, hai perso tutto. Solo per sentirti bene, con qualcuno che ha bisogno di te e sta insieme a te, hai perso tutto, hai perso te stesso.
Ma il bello è che tu provi a essere indipendente e a possedere l’altro, mentre lui fa la stessa cosa con te. Quindi, se non vuoi essere posseduto, non possedere.
Gesù ha detto: “Non giudicate affinché non siate giudicati”. È la stessa cosa: “Non possedete affinché non siate posseduti”. Non fare di nessuno uno schiavo o diventerai uno schiavo.
I maestri, i cosiddetti maestri, sono schiavi dei propri schiavi. Non puoi diventare un Maestro senza diventare uno schiavo, è impossibile. Puoi essere un vero Maestro solo quando nessuno è tuo schiavo. Sembra paradossale, perché quando dico che puoi essere un Maestro solo quando nessuno è tuo schiavo, tu ribatterai: “Allora cosa vuol dire essere Maestri? Come posso essere un Maestro quando nessuno è mio schiavo?”. Ma io affermo che solo in quel caso sei un Maestro. In quel caso nessuno è tuo schiavo e nessuno proverà a renderti schiavo.
Amare la libertà, provare a essere liberi, significa fondamentalmente arrivare a una profonda comprensione di se stessi. Adesso sai che basti a te stesso. Puoi condividere con qualcuno, senza dipendere. Posso condividere me stesso con qualcuno. Io posso condividere il mio amore, la mia felicità, la mia estasi, il mio silenzio, ma si tratta di una condivisione, non di una dipendenza. Se non ci fosse nessuno, sarei altrettanto felice ed estatico. Se è presente qualcuno, va altrettanto bene, solo in questo caso posso condividere.
Solo quando realizzi la tua consapevolezza interiore, il tuo centro, l’amore non diventerà un attaccamento. Se non conosci il tuo centro interiore, l’amore diventerà attaccamento. Se lo conosci, diventerà devozione. Per amare devi prima esserci, ma tu non sei.
Il Buddha stava attraversando un villaggio. Un giovane gli si avvicinò e disse: “Insegnami una cosa: come posso servire gli altri?”. Il Buddha rise di lui e disse: “Prima sii. Dimenticati degli altri. Prima sii te stesso e poi ogni cosa seguirà”.
In questo momento tu non sei. Quando dici: “Quando amo qualcuno il mio amore diventa attaccamento” stai dicendo che non sei. È assente colui che fa, non c’è un punto interiore di consapevolezza, per cui tutto quello che fai va storto. Prima sii, dopo potrai condividere il tuo essere e quella condivisione sarà amore. Prima di allora, qualsiasi cosa tu faccia diventerà un attaccamento.
Infine: se stai lottando contro l’attaccamento, hai preso la strada sbagliata. Lottare è possibile: lo fanno tantissimi monaci, eremiti e sannyasin. Si sentono attaccati alle loro case, alle loro proprietà, alle loro mogli, ai loro bambini, e hanno la sensazione di essere in gabbia. Scappano, lasciando le loro case, le loro mogli, i loro bambini e le loro proprietà, si fanno mendicanti e fuggono verso una foresta, verso la solitudine. Ma va’ a osservarli: vedrai che si sono attaccati al loro nuovo ambiente.
Ero andato a trovare un amico eremita che viveva sotto un albero in una foresta molto fitta, in cui vivevano anche altri asceti. Un giorno arrivò un nuovo ricercatore, mentre il mio amico non c’era. Era andato al fiume a farsi un bagno, lasciando così il “suo” albero. Il nuovo sannyasin cominciò a meditare proprio sotto il suo albero.
Quando tornò dal fiume, lo cacciò via da quell’albero e disse: “Questo è il mio albero. Va’ a cercarne uno da un’altra parte. Nessuno può sedersi sotto il mio albero”. E quell’uomo aveva lasciato la casa, la moglie, i figli! Ora l’albero era diventato una proprietà, tanto che nessuno poteva meditare sotto il suo albero.
Non puoi fuggire così facilmente dall’attaccamento perché prenderà nuove forme. Ti illuderai, ma sarà presente. Quindi non lottare con l’attaccamento: prova semplicemente a capire perché esiste e riconoscine il motivo profondo. Poiché tu non sei, c’è attaccamento.
Al tuo interno, il Sé è tanto assente che provi ad aggrapparti a qualsiasi cosa, per sentirti al sicuro. Non avendo radici, provi a fare di qualsiasi cosa le tue radici. Quando sarai radicato nel tuo Sé, quando saprai chi sei, cosa sono questo essere e questa consapevolezza dentro di te, allora non ti aggrapperai a nessuno.
Questo non significa che non amerai. Anzi, solo in quel caso potrai amare, perché solo in quel caso potrai condividere senza condizioni né aspettative. Condividi semplicemente, perché hai in abbondanza — hai così tanto che stai straripando.
Questo straripamento di se stessi è amore. E quando questo straripamento diventa un’ondata travolgente capace di colmare l’intero universo, quando il tuo amore tocca le stelle, quando la terra si appaga nel tuo amore e in esso tutto l’universo si bagna, a quel punto l’amore è devozione.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

L’amore ti spaventa perché reprimi il sesso

L’amore ti spaventa perché reprimi il sesso. Una persona che avrà represso il sesso avrà sempre paura dell’amore, perché il sesso segue sempre l’amore. L’amore è l’anima e il sesso il corpo: non si può accettare l’amore, perché il sesso verrebbe subito dopo; è proprio dietro l’angolo. Quindi chi ha represso il sesso non può amare. Può darlo a vedere, può fingere di amare, ma non può farlo veramente perché ha troppa paura. Per questo non è in grado di toccarti con amore: ha paura; un tocco pieno d’amore può in qualsiasi istante diventare un tocco sessuale, quindi avrà paura e non si lascerà toccare.

È possibile creare infinite giustificazioni, ma l’unico vero motivo è la paura, la paura dell’istinto represso. E quella persona sarà piena di odio, perché ogni energia repressa ritorna capovolta alla sua natura originaria.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
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Tantra: accettazione e comprensione

Il tantra dice di accettare le cose, perché l’accettazione è necessaria per comprendere. Non puoi capire qualcosa se la neghi. Se io ti odiassi, non potrei guardarti negli occhi, non potrei vedere il tuo viso; mi girerei dall’altra parte, scapperei da te, non ti guarderei direttamente. Se invece ti amassi, solo in quel caso potrei guardare nei tuoi occhi e vedere il tuo viso.

Solo l’amore vede un volto. Diversamente non osservi mai i volti delle persone; vai qua e là a guardare, ma il tuo sguardo è casuale, non è profondo. Tocca, senza penetrare mai. Ma quando ami, allora tutta l’energia va ai tuoi occhi. A quel punto l’energia si muove, tocca in profondità, va dentro l’altra persona, la incontra al centro del suo essere. Solo allora puoi vedere e conoscere.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

Amore e matrimonio

Se io amassi qualcuno, la mente penserebbe subito al matrimonio, perché il matrimonio blocca le cose. L’amore è un flusso che non può essere programmato. Nessuno sa dove porterà, o se porterà da qualche parte. Nessuno lo sa! Fluisce con il fiume, senza che tu possa sapere dove stia andando. Il giorno dopo, l’istante successivo, l’amore potrebbe non esistere più. Non puoi essere certo nemmeno dell’istante successivo.
La mente vuole certezze, ma la vita è incertezza. Per questo la mente è contro l’amore e a favore del matrimonio, perché il matrimonio è una cosa fissa: è una certezza. Quando fissi una cosa, il flusso scompare e l’acqua non scorre più, si è tramutata in ghiaccio. A quel punto tra le mani ti resta una cosa morta, sulla quale è facile fare previsioni. Solo le cose morte possono essere previste. Più una cosa è viva, più è imprevedibile. Nessuno sa dove stia andando la vita.
Dunque, noi non vogliamo la vita, ma cose morte. Accumuliamo cose per questo. È difficile vivere con una persona, mentre è facile vivere con le cose, per questo aumentiamo spasmodicamente i nostri beni, i nostri possessi. Se dobbiamo vivere con una persona, proveremo a fame una cosa. Una persona è inammissibile. Una moglie e un marito sono cose. Non persone, ma oggetti immutabili. Quando il marito arriva a casa, sa che la moglie lo starà aspettando. Lo sa, è in grado di prevederlo. Se ha voglia di fare l’amore, sa che c’è la moglie disponibile. La moglie è diventata una cosa e non può più dire: “No, oggi non ho voglia di fare l’amore”. Una moglie non può dire una cosa del genere. “Non ho voglia”?! Non può avere una sua volontà. E un’istituzione. Puoi fare affidamento su un’istituzione, ma non sulla vita. Ecco perché tramutiamo le persone in cose.
Osserva una relazione qualsiasi. All’inizio è una relazione tra un “io” e un “tu”, prima o poi diventa una relazione tra “io” e “ciò”. Il “tu” scompare e da quel momento abbiamo aspettative, continuiamo ad aspettarci cose ben precise. Diciamo: “Fa’ questo. È il dovere di una brava moglie, è il dovere di un bravo marito. Fallo!”. E tu devi farlo. È un dovere, e va fatto automaticamente. Non puoi dire: “No, non posso farlo”.
Questa fissità è paura della vita. La vita è un flusso di cui non si può dire nulla. In questo momento ti amo, nell’istante successivo potrei non amarti. Un momento fa non c’era amore, adesso c’è e non per merito mio. È semplicemente successo. Non ho potuto forzarlo, è un semplice accadere; ma ciò che accade spontaneamente può sparire in qualsiasi momento, senza che tu possa farci nulla. Non esiste certezza per l’istante successivo.
Poiché la mente vuole certezze, tramuta l’amore in matrimonio, facendo diventare morta una cosa viva. Ora possiedi l’amore e puoi farci affidamento; sai che sarà presente anche domani. Questa è l’assurdità: hai ucciso una cosa per possederla, quindi non riesci più a goderne perché
è morta.
Per possedere tua moglie, l’hai uccisa. L’amata è diventata la moglie, ma ora ti aspetti che la moglie si comporti come l’amata. Questo è assurdo. La moglie non può comportarsi come l’amata. L’amata era viva, la moglie è morta. L’amata era qualcosa che accadeva spontaneamente, la moglie è un’istituzione. Ma quando la moglie non si comporta più come l’amata, tu dici: “Non mi ami più? Prima mi amavi”. Lei però non è più la stessa persona. Non è nemmeno una persona, è una cosa. Prima la uccidi per possederla, poi la vuoi viva. È così che si crea l’infelicità.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
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500 giorni di Meditazione Dinamica

Un anno e mezzo di esperienza di Meditazione Dinamica: un intenso processo di profonda guarigione.

Una tecnica straordinaria che tocca e apre aree bloccate o disturbate nel corpo fisico e corpi sottili. Queste aree nascondono gli spazi oscuri e mascherati del nostro sistema energetico individuale che limitano o bloccano la nostra energia vitale.

E perpetuare questa tecnica porterà ad aprire anche lo spazio più antico e profondo, giorno dopo giorno, sempre di più.

Quindi la trasformazione avviene.

Un processo di guarigione ineguagliabile.

Lo spirituale non è mai in tensione – è impossibile. Non esiste una tensione spirituale, ma solo una fisica o mentale.
La tensione fisica è stata creata da quelli che, in nome della religione, hanno predicato un atteggiamento ostile al corpo. In Occidente, la religione cristiana è stata categoricamente nemica del corpo. Una falsa divisione, un golfo, è stato creato tra te e il tuo corpo; ma allora tutto il tuo atteggiamento creerà tensione. Non potrai mangiare in modo rilassato, non potrai dormire in modo rilassato; ogni atto fisico diventerà una tensione. Il corpo è il nemico, ma non puoi esistere senza di lui. Devi rimanere con lui, devi vivere col nemico, quindi c’è una tensione costante – non puoi mai rilassarti.

Il corpo non è tuo nemico; non è in alcun modo ostile e nemmeno indifferente verso di te. La sua vera essenza è estasi. Quando prendi il corpo come un dono, un dono divino, ti riavvicini a lui. Puoi amarlo, puoi sentirlo – e le vie del suo sentire sono molto sottili.

Non puoi sentire il corpo di un altro se non hai sentito il tuo; non puoi amare il corpo di un altro se non hai amato il tuo – è impossibile. Non puoi prenderti cura del corpo di un’altra persona se non ti sei preso cura del tuo – e nessuno lo fa! Tu puoi anche sostenere di prendertene cura, ma io insisto: nessuno lo fa. Anche se in apparenza te ne prendi cura, non è veramente così. Te ne prendi cura per altre ragioni – per via delle opinioni degli altri, per lo sguardo che vedi negli occhi degli altri, non per te stesso. Non ami il tuo corpo, ma se non lo ami, non puoi essere nel corpo.

Ama il tuo corpo e sentirai un rilassamento che non hai mai provato prima. L’amore è rilassante. Quando c’è amore, c’è rilassamento. Se ami qualcuno – se tra te e lui o tra te e lei c’è amore – con l’amore arriva anche la musica del rilassamento. Allora c’è rilassamento.

Lo stesso fenomeno accade se ami il tuo corpo; ti rilassi, te ne prendi cura. Amare il proprio corpo non è sbagliato, non è narcisismo. In realtà, è il primo passo verso la spiritualità.

Ecco perché la Meditazione Dinamica inizia dal corpo. Grazie alla respirazione vigorosa mente e consapevolezza si espandono; tutto il corpo diventa esistenza vitale e vibrante. Ora il salto è più facile; il pensiero non è più una barriera così insormontabile. Ridiventi un bambino: sei vivace, salti, pulsi di vita. Il condizionamento, il condizionamento mentale, non c’è più.

Il tuo corpo non è condizionato quanto la mente. Ricorda, la mente è condizionata, ma il corpo fa ancora parte della natura. Tutte le religioni e tutti i pensatori religiosi – che sono stati fondamentalmente cerebrali – sono ostili al corpo, perché nel corpo, nei sensi, la mente e i suoi condizionamenti vanno persi.

Quando respiri, inizi a sentire tutto il corpo, ogni suo angolo; il corpo viene inondato e tu diventi tutt’uno con lui. Ora per te è possibile fare il salto.

Il salto che fai nel sesso è molto piccolo, ma quello che fai nella meditazione è enorme. Nel sesso ‘salti’ dentro qualcun altro. Ma prima di fare questo salto devi essere tutt’uno col tuo corpo, e nel salto devi espanderti ancora di più, fino al corpo di un altro. La tua consapevolezza si diffonde al di là del tuo corpo. Nella meditazione salti dal tuo corpo nel corpo stesso dell’universo; diventi tutt’uno con lui.

Il secondo stadio della Meditazione Dinamica è catartico. Non solo sarai tutt’uno col tuo corpo, ma dovrai buttare fuori tutte le tensioni che si sono accumulate al suo interno. Il corpo deve diventare leggero, non appesantito, in modo che i movimenti possano essere vigorosi, il più vigorosi possibile. Allora si verificherà la stessa cosa che accade nelle danze dervisce, nelle danze Sufi. Se i movimenti sono vitali e vigorosi, arriva un momento in cui perdi il controllo. È indispensabile che accada: non devi essere in controllo, perché il controllo è l’ostacolo; tu sei l’ostacolo, la barriera. La tua facoltà di controllo – la mente – è la barriera.

Continua a muoverti. Certo, devi essere tu a iniziare, ma arriva un momento in cui verrai trascinato – sentirai di aver perso il controllo. Sei sulla soglia; ora puoi fare il salto. Sei ridiventato bambino. Sei tornato a casa; tutti i condizionamenti sono stati buttati fuori. Non ti preoccupi di nulla; non t’importa di ciò che pensano gli altri. Tutto ciò che la società aveva introdotto dentro di te è stato gettato via; sei diventato una particella che danza nell’universo.

Solo dopo aver buttato fuori tutto nel secondo stadio della Meditazione Dinamica, puoi passare al terzo stadio. La tua identità è andata persa, la tua immagine è stata spezzata, perché tutto ciò che sai su di te non è reale, è solo un’etichetta. Ti hanno detto che sei questo o quello, e ti sei identificato con ciò che ti hanno detto. Ma con un movimento vigoroso, con la danza cosmica, ogni identificazione andrà perduta. Sarai, per la prima volta, ciò che devi essere stato alla nascita. E con questa rinascita diventerai una persona nuova.

Osho

Il potere del massaggio con AURA-SOMA®

 

Il sistema Aura-Soma è nato da un’intuizione dell’alchimista Vicky Wall avvenuta in seguito a una canalizzazione da lei ricevuta.

Aura-Soma è un metodo cromoterapico non intrusivo completamente naturale. Ogni bottiglia Equilibrium di Aura-Soma ha le proprietà sottili dei cristalli che si uniscono alle proprietà curative delle erbe e dei fiori sostenute e nutrite dall’arcobaleno della luce.

Il colore è parte del tutto, compriamo una autovettura scegliendola anche attraverso il colore; apriamo l’armadio la mattina e scegliamo un abito piuttosto che un altro, a seconda del colore che in quel momento risuona con noi; scegliamo la copertina della nostra agenda prima per il colore e poi a seconda della nostra necessità, settimanale, mensile, etc…
Ed è attraverso la sensazione che un particolare colore ci dà, che possiamo scoprire quali blocchi, ferite e ombre ci stanno allontanando dal nostro percorso di vita; ma ancora di più possiamo riscoprire i nostri doni e i nostri talenti.

Attraverso una lettura su oltre un centinaio di bottiglie Equilibrium, selezioniamo quattro bottiglie che rappresentano lo stato della nostra individualità su tutti i piani: energetico, psichico, spirituale e fisico. Quale bisogno esprime in quel momento la nostra anima o semplicemente un supporto alle nostre scelte di vita, o alla direzione verso la quale andiamo ora. E utilizzando una di quelle bottiglie su noi stessi iniziamo un lavoro di supporto energetico che agisce attraverso i corpi sottili, l’aura e i chakra.

La scelta delle bottiglie è il punto di forza di questa metodo terapeutico: non possiamo scegliere con il mentale bensì attraverso le nostre capacità percettive che sono correlate ad essenziali del nostro sistema energetico, molto più profondi dello strato mentale, ma soprattutto molto più veri perché privi di condizionamenti. Il colore arriva da una scelta che bypassa totalmente la mente e per questo il sistema è infallibile.

La nostra aura è strutturata da sette principali “motori” energetici, o chakra.
chakra ricevono, assimilano, trasformano e trasmettono energia. Le frequenze dei colori relative ai chakra sono la chiave con la quale lavorano le bottiglie Aura-Soma. Uno degli intenti di Aura-Soma, è di portare energie in equilibrio e anche di restaurare, rivitalizzare oltre che rimuovere le nostre forme energetiche disturbanti su tutti i livelli.

Incontrare Aura-Soma è dare spazio al richiamo della nostra anima.

L’uso delle bottiglie Equilibrium con il massaggio californiano è un metodo superefficace per innalzare il potere di questo sistema. Non solo perché viene distribuito su tutto il corpo, ma soprattutto perché attraverso la qualità sottile dell’affettività del massaggio si crea una potente sinergia con il lavoro sottile di Aura-Soma.
Le qualità importanti del massaggio californiano come l’affetto, l’amore, il sostegno. la protezione e tanti altri essenziali fondamentali, sono qualità energetiche puramente sottili che si amplificano enormemente con l’ausilio del sistema Aura-Soma.

Un matrimonio davvero prosperoso 😍

I Gatti ci guariscono e proteggono il nostro Spirito

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I gatti hanno un legame “magico” con il mondo invisibile.
Proprio come i cani, che sono i nostri guardiani nel mondo fisico e darebbero la loro vita per salvarci, i gatti sono i nostri protettori dell’energia spirituale e farebbero di tutto per proteggerci quando la nostra energia si abbassa.
Quando siamo svegli, il gatto “ripulisce” la nostra casa dalle energie intruse. Quando dormiamo, filtra e trasforma quest’energia. Spesso il gatto cerca e guarda nel “nulla”… vede le cose che noi non vediamo.
Spesso, il gatto che va in una casa che non conosce inizia a miagolare, non lo fa solo per attirare l’attenzione, è una sorta di avvertimento che sta dando: sente che la qualità di energia deve migliorare in quel posto.
I nostri problemi quotidiani e lo stress sono assorbiti dal gatto. Infatti quando c’è troppa energia negativa è comune per il gatto sentirsi più debole.

Naturalmente il gatto non è l’unico responsabile per il bilancio energetico della casa, più c’è armonia nel vostro ambiente, meno dovrà filtrare l’energia negativa e, quindi, sarà più felice e più sano.

Quando dormiamo i nostri corpi, astrale e fisico, sono separati e andiamo in una quinta dimensione, cioè in una dimensione senza tempo né spazio: la dimensione in cui siamo quando stiamo sognando.

A causa della mancanza di formazione e di preparazione, il più delle volte non si vede questa dimensione, dato che è piuttosto “mascherata”, ossia codificata con i nostri contenuti psichici inconsci.
I gatti di solito ci accompagnano e ci proteggono in questi viaggi astrali oppure proteggono il nostro corpo astrale, oltre a prendersi cura di noi contro le energie spirituali indesiderate  mentre dormiamo.
Queste sono le ragioni per il quale a loro piace dormire con noi nel letto.

Il gatto è un trasformatore di energia che aiuta nella guarigione. Ci insegna ad amare. Non a sottometterci, ci insegna quell’amore gratuito che fa la differenza. Infatti tante persone hanno difficoltà a vivere con i gatti trovandoli  “animali interessati”. In primo luogo, si deve guadagnare la fiducia del gatto. Quindi bisogna imparare a rispettarla. Dopo di ché vi mostrerà affetto quando si è realmente pronti.

I gatti riflettono l’amore.
Dal punto di vista energetico, le persone che sono allergiche ai gatti sono persone che nella loro vita hanno difficoltà a lasciarsi andare all’amore. Secondo Caroline Connor, se ci sono molte persone nella famiglia e un solo gatto, questo può sovraccaricarsi ad assorbire tutte le negatività. In questi casi è bene avere più di un gatto per dividere il carico tra loro.

Se non avete mai avuto un gatto e all’improvviso ne arriva uno nella vostra vita è perchè avete bisogno di un gattino in quel momento specifico. Il gatto è disposto ad aiutarvi. Se non è possibile tenerlo con voi, è importante trovargli una casa. Il gattino vi sarà vicino anche se non fisicamente e lo si può scoprire attraverso i sogni. Spesso nei sogni appare il gattino, fa il suo lavoro e se ne va.

Per finire, cercate di osservare come i gatti reagiscono a chi viene a farvi visita in casa. Spesso stanno cercando di proteggervi da energie negative.