shuklam

Shuklambaradharam Vishnum
Shashivarnam Chaturbhujam
Prasanna vadanam dhyayet
Sarva vighno pa shantaye

Aditi Sharma – voice
Petr Dmitriev – arrangement, synth
Natalia Kolesnichenko – dance
Vadim Stein – video

Kalander
Braidart

La dinamica di Intenzione e Manifestazione

intenzione manifestazioneIntenzione, Attenzione e Volontà

Il concetto di intenzione è più o meno come la religione, spesso discusso e dibattuto, raramente praticato o capito. È una parola ad alta frequenza nella letteratura metafisica ma che manca di un modello unificato di comprensione.

Un equivoco molto comune è che l’intenzione viene considerata come l’attenzione focalizzata, oppure un pensiero rivolto a qualcosa. Anche se l’attenzione focalizzata è un prerequisito per intendere qualcosa (vedi punto successivo), non è la stessa cosa. Un modo di metterla è che l’intenzione non viene dalla nostra coscienza di veglia normale, quel livello di coscienza in cui il pensiero, la memoria e l’attenzione si pone. Proviene da un livello di coscienza più profonda, quella che trascende il pensiero, credenze e preconcetti di causa ed effetto. Inoltre, l’intenzione di per sé è tutto il contrario di messa a fuoco – si tratta di apertura e fiducia.

In altre parole, l’intenzione viene dalla nostra coscienza superiore multidimensionale che è libera dai pensieri e dalle credenze della normale coscienza di veglia subordinata. La pura intenzione non è solo autonoma di pensare ma soprattutto indipendente dalla paura. É senza paura e proviene da un centro interiore di potere che è esente da dubbi e paure.

Un altro malinteso è che l’intenzione sia la stessa cosa della volontà. Ciò che noi chiamiamo volontà non è altro che l’allineamento della nostra motivazione ed energia emotiva a un risultato. La volontà è in grado di spostare le montagne e anche ottenere il più strano dei risultati. Intenzione e manifestazione richiedono la volontà, ma la volontà può esistere anche senza intenzione.

Richiesta di Attenzione prima dell’Intenzione

the-grandmaster-ziyi-zhangQuesto è dove entra in gioco la focalizzazione della nostra attenzione. Diciamo che è il lavoro di preparazione per l’intenzione e la manifestazione. Focalizzando la nostra consapevolezza cosciente su qualcosa, portiamo energia all’idea o al pensiero che  successivamente viene integrata e processata dai nostri stati più elevati (e anche più profondi) della coscienza. Si può dire che l’atto di focalizzare l’attenzione su qualcosa, come un risultato o obiettivo desiderato, è la fase di attivazione del processo di manifestazione (mentre l’atto di intendere di per sé sta lanciando la fase del processo).
L’atto di messa a fuoco di un obiettivo nel nostro flusso di coscienza può essere fatto attraverso una modalità che ha un impatto specifico, oppure facendolo arrivare naturalmente a noi. Per esempio alcune persone sono molto visive e possono consolidare un evento o una situazione con l’occhio della mente attraverso la visualizzazione dettagliata. Tuttavia altri non sono molto visivi, il chè non ha molta importanza, perché ‘media’ diversi andranno altrettanto bene – per esempio la simbolizzazione verbale, emotiva o astratta del risultato desiderato.

È possibile, in altre parole ‘sentire’ il nostro obiettivo o noi stessi in una determinata situazione, oppure affermarla verbalmente. Si può anche essere più aperti ad utilizzare astrazione e creare un simbolo che rappresenta il nostro obiettivo… che porta al punto successivo.

Comprendere la Simbologia e i Rituali dietro la Manifestazione

phurpaLe persone che praticano forme di magia rituale come la Wicca, possono relazionarsi all’idea di usare la simbologia e i rituali per manifestare la realtà abbastanza bene. Fanno capire che il potere di simbologia e le impostazioni ritualizzate hanno un effetto psicologico che cristallizza e semina il risultato desiderato nella coscienza.
Questo è esemplificato per esempio nell’uso di Simboli Magici in cui il professionista si traduce l’affermazione scritta del suo obiettivo in uno ‘scarabocchiare’ che prende la forma di un simbolo astratto. Il suo potere è simbolico e astratto. Esso serve per ancorare una rappresentazione dell’oggetto della manifestazione nella coscienza.

Questo è simile al processo di attivazione di cui sopra. Focalizzare l’attenzione sul simbolo è la stessa cosa che visualizzarlo, così che aiuti ad attivare ed energizzare una rappresentazione cosciente dell’obiettivo.

Incubare l’Intenzione

Qualcuno usa l’analogia di incubazione per descrivere l’idea che la manifestazione richiede un periodo di incubazione da quando l’idea è seminata nella nostra coscienza attraverso l’attenzione concentrata, fino a quando cresce l’intenzione reale relativa ad essa. Forse l’analogia è un pò erronea, nel senso che il tempo non è il fattore reale. L’energia è, anche come popolarmente indicato, frequenza vibrazionale.

Quindi, probabilmente il concetto di incubazione è meglio descritto come il periodo durante il quale sufficiente energia si è formalizzata per poter rilasciare l’intenzione. Succede mentre si sta consciamente attivando l’obiettivo da manifestare dirigendovi sopra consapevolezza. Si crea un costrutto energetico attraverso eccitazione e attesa. Risuoniamo emotivamente con l’idea che si accendono le ‘luci’ dentro la nostra coscienza. Poiché il tempo non è un fattore reale, il periodo di incubazione può essere molto breve o lungo a seconda di quanta energia è prodotta.

Fare la Magia: Connessione, Allineamento e Integrazione

earth auraLa magia reale dietro l’intenzione avviene a livelli più profondi di coscienza, che in tradizioni sciamaniche sono indicati come stati di trance. Scientificamente tali livelli più profondi della coscienza possono essere descritti come stati mentali Alfa e Theta. Questi stati trascendono le operazioni di normale coscienza di veglia. Tali stati sono accessibili anche in profonda meditazione o in altre pratiche che agiscono sulle onde cerebrali.

L’intenzione è in modo più importante, legata soprattutto alla connessione, integrazione e allineamento. Quando si accede a livelli più profondi di coscienza (per esempio, attraverso la meditazione o drumming sciamanico) ci si connette al nostro Sé nella sua totalità. Si verifica il nostro essere multidimensionale. Questo è uno stato in cui la coscienza si espande ed è aperta, piuttosto che rigida su un’idea o un pensiero. In questo stato non c’è bisogno di pensare all’oggetto della manifestazione. Siamo semplicemente aperti ad essa e le permettiamo di essere. Ci fidiamo del processo e siamo ora un condotto aperto dove lasciamo fluire.

Questa è l’intenzione.

Siamo già allineati ad essa emozionalmente e vibrazionalmente attraverso il precedente processo di cristallizzazione dentro la nostra coscienza, ed è proprio nella nostra coscienza più profonda che si era integrato attraverso il processo di incubazione. Ciò che resta è la parte più semplice, l’atto più primordiale della magia – di essere noi stessi, ancora, consapevoli e vivi.

Questo è dove tutta la creazione avviene.

Gilbert Ross – Soul Hiker

Gibberish

Il Gibberish è una tecnica che consiste nel parlare senza che le parole abbiano un senso compiuto. Un esempio è quello di conversare in una lingua che non si conosce imitandone i suoni e inventandone le parole. Simile è il Grammelot che ha origine nel teatro e arti espressive.

Esempio cinematografico famoso è quello del monologo di Adenoid Hynkel nel film Il grande dittatore. Nondimeno quello di Dario Fo nell’opera teatrale Mistero Buffo.

É molto efficace come tecnica di meditazione in quanto viene espressa tutta l’energia nella conversazione (anche con la gestualità o la mimica) senza dare spazio all’aspetto cognitivo, poiché le parole sono inventate. Il risultato è quello di scaricare l’energia dal mentale e riportare equilibrio al sistema dell’individuo.

Estratto tratto dal film “Una settimana da dio