Vaccini… Si eliminerà l’anima per mezzo dei farmaci.

disumanoGià un secolo fa Rudolf Steiner affermava:

“si eliminerà l’anima per mezzo di farmaci. Con il pretesto di un ‘punto di vista salutare’ si troverà un vaccino mediante il quale l’organismo umano verrà trattato – quanto prima possibile, eventualmente direttamente alla nascita – in modo tale che l’essere umano non possa sviluppare il pensiero dell’esistenza di anima e spirito. Verrà affidato ai medici materialisti il compito di eliminare l’anima dall’umanit๔.

“Come oggi si vaccinano le persone contro questa o quella malattia, così in futuro si vaccineranno i bambini con una sostanza che potrà essere prodotta precisamente in modo tale che le persone, grazie a questa vaccinazione, saranno immuni dall’essere soggetti alla ‘follia’ della vita spirituale¹”.

“Questo in effetti è possibile, ma ciò rende l’uomo un automa. Con un tale vaccino si potrebbe facilmente far in modo che il corpo eterico si allenti all’interno del corpo fisico. Una volta allentato il corpo eterico, il rapporto tra l’universo e il corpo eterico diverrebbe estremamente instabile e l’uomo diventerebbe un automa, in quanto il corpo fisico dell’uomo deve essere educato su questa terra per mezzo di una volontà spirituale²”.

“Ad esempio la vaccinazione antivaiolosa non ha effetti negativi se la persona viene educata antroposoficamente; fa male solo a chi cresce con pensieri materialistici. Allora il vaccino diviene una specie di forza ahrimanica; l’uomo non può più liberarsi da un determinato sentire materialista. (…) Egli diventa materialista di costituzione, non può più innalzarsi allo spirituale³”.

per saperne di più:

Non fai vaccinare tuo figlio? In galera!Piero Cammerinesi
The smoking gunPiero Cammerinesi

1 – Rudolf Steiner, O.O.177, La caduta degli spiriti delle tenebre
2 – Rudolf Steiner O.O.205, conferenza di Dornach del 3 Luglio 1921
3 – Rudolf Steiner O.O.314, conferenza di Dornach del 22 Aprile 1924

Come il Corvo e il Coyote rubarono le Stelle

Crow, shadow, fullmoon, stars, corvo, luna piena, stelle, ombraKangi (Arshad, ndt), forse con la chiusura della School l’insegnamento dei nostri animali guida si è completato… Ho scritto questa storia per ringraziare te e loro di tutto il gioco e le pazze risate… con amore – Myaca (Sudhiro, ndt).

Un giorno, il corvo volo giù e rubò il sole e le stelle da un uomo ricco, che le teneva ammucchiate sotto degli alberi. Volò via ma, presto, il peso fu troppo per le sue ali; così gettò via il sole a ovest e lo vide andare giù. Volò per tutta la notte attraverso l’oscurità e si addormentò vicino al fiume.

Proprio allora passò di lì il coyote. “Hey, corvo, vuoi fumare del tabacco?”

Al corvo piaceva fumare. Il coyote tirò fuori la sua pipa ma, quando il corvo fece per prenderla, caddero fuori le stelle. Velocemente il corvo le raccolse, raccontando al coyote come ne era entrato in possesso.

“Che storia!”, esclamò il coyote. Lui amava le storie. In quel momento, il sole venne su da est abbagliando entrambi, non prima però che il coyote arraffasse quattro stelle dal mucchio del corvo. Fumarono la pipa e andarono ognuno per la sua strada.

Il corvo volò attraverso una terribile tempesta e perse tutte le sue stelle con Wakinyan, l’uccello del tuono, che le ingoiò e le sputò una per una nel cielo, come luci brillanti. Da quel giorno, il corvo preferisce volare sotto le nuvole, stare al buio e non ricordare la sua vergogna.

Il coyote trascorse molti giorni con le quattro stelle nascoste nella sua sacca del tabacco. Non voleva condividerle con nessuno. Quando finalmente le tirò fuori Waziya, il gigante del nord, lo inseguì e lo uccise, ma non prima che il coyote riuscisse a lanciarle in direzioni diverse.

Waziya rintracciò la stella del nord e ancora oggi la tiene lì. Wambli, l’aquila, ne afferrò una e la mise a est come Wope, la stella del mattino. Queste due sono le stelle più luminose.

Cosa accadde alle altre due stelle è ancora un mistero. Qualcuno dice che il corvo ebbe abbastanza magia da rubare quella dell’ovest, e conservarla nella sua caverna segreta. È per questo che l’ovest gli piace così tanto. Altri dicono che il coyote ebbe abbastanza inganno da trovare la stella del sud e seppellirla là con il suo tabacco. È per questo che, ovunque vada, è sempre rivolto a sud.

Ma i saggi dicono che Wakantanka, il grande spirito, le mise tanto in alto nel cielo che nessun imbroglione avrebbe mai potuto rubarle. Perché le stelle appartengono a tutti e devono brillare, così che tutte le genti possano vedere e ricordare, per sempre, la luce.”

Sudhiro Coyote Myiacha Olowan

Dormire meglio? Dormire nudi!

Essere Nudo

Bello dormire nudi!

Lo stile di vita nudista trova un’alleata nella scienza medica. Gli esperti fanno sapere, infatti, che dormire nudi ha diverse ricadute positive sulla salute del nostro organismo, sia dal punto di vista fisico, sia da quello psicologico. E non dimentichiamo che dormire nudi è molto spesso uno dei primi passi sulla strada che conduce alla comprensione dei benefici del nudismo e all’apprezzamento del benessere regalato dalla nudità, non solo quando si dorme, ma nella vita di tutti i giorni.

Ma quali sono questi effetti positivi del dormire nudi? Vediamoli in sintesi.

1. Dormiamo al fresco!
Secondo un luogo comune molto diffuso, si ritiene che il sonno sia conciliato da un bel pigiama caldo. In realtà è vero proprio il contrario. Durante il sonno la temperatura del nostro corpo tende ad abbassarsi, secondo un processo del tutto naturale, che riveste un ruolo importante per la nostra salute: dormire con il…

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La dinamica di Intenzione e Manifestazione

intenzione manifestazioneIntenzione, Attenzione e Volontà

Il concetto di intenzione è più o meno come la religione, spesso discusso e dibattuto, raramente praticato o capito. È una parola ad alta frequenza nella letteratura metafisica ma che manca di un modello unificato di comprensione.

Un equivoco molto comune è che l’intenzione viene considerata come l’attenzione focalizzata, oppure un pensiero rivolto a qualcosa. Anche se l’attenzione focalizzata è un prerequisito per intendere qualcosa (vedi punto successivo), non è la stessa cosa. Un modo di metterla è che l’intenzione non viene dalla nostra coscienza di veglia normale, quel livello di coscienza in cui il pensiero, la memoria e l’attenzione si pone. Proviene da un livello di coscienza più profonda, quella che trascende il pensiero, credenze e preconcetti di causa ed effetto. Inoltre, l’intenzione di per sé è tutto il contrario di messa a fuoco – si tratta di apertura e fiducia.

In altre parole, l’intenzione viene dalla nostra coscienza superiore multidimensionale che è libera dai pensieri e dalle credenze della normale coscienza di veglia subordinata. La pura intenzione non è solo autonoma di pensare ma soprattutto indipendente dalla paura. É senza paura e proviene da un centro interiore di potere che è esente da dubbi e paure.

Un altro malinteso è che l’intenzione sia la stessa cosa della volontà. Ciò che noi chiamiamo volontà non è altro che l’allineamento della nostra motivazione ed energia emotiva a un risultato. La volontà è in grado di spostare le montagne e anche ottenere il più strano dei risultati. Intenzione e manifestazione richiedono la volontà, ma la volontà può esistere anche senza intenzione.

Richiesta di Attenzione prima dell’Intenzione

the-grandmaster-ziyi-zhangQuesto è dove entra in gioco la focalizzazione della nostra attenzione. Diciamo che è il lavoro di preparazione per l’intenzione e la manifestazione. Focalizzando la nostra consapevolezza cosciente su qualcosa, portiamo energia all’idea o al pensiero che  successivamente viene integrata e processata dai nostri stati più elevati (e anche più profondi) della coscienza. Si può dire che l’atto di focalizzare l’attenzione su qualcosa, come un risultato o obiettivo desiderato, è la fase di attivazione del processo di manifestazione (mentre l’atto di intendere di per sé sta lanciando la fase del processo).
L’atto di messa a fuoco di un obiettivo nel nostro flusso di coscienza può essere fatto attraverso una modalità che ha un impatto specifico, oppure facendolo arrivare naturalmente a noi. Per esempio alcune persone sono molto visive e possono consolidare un evento o una situazione con l’occhio della mente attraverso la visualizzazione dettagliata. Tuttavia altri non sono molto visivi, il chè non ha molta importanza, perché ‘media’ diversi andranno altrettanto bene – per esempio la simbolizzazione verbale, emotiva o astratta del risultato desiderato.

È possibile, in altre parole ‘sentire’ il nostro obiettivo o noi stessi in una determinata situazione, oppure affermarla verbalmente. Si può anche essere più aperti ad utilizzare astrazione e creare un simbolo che rappresenta il nostro obiettivo… che porta al punto successivo.

Comprendere la Simbologia e i Rituali dietro la Manifestazione

phurpaLe persone che praticano forme di magia rituale come la Wicca, possono relazionarsi all’idea di usare la simbologia e i rituali per manifestare la realtà abbastanza bene. Fanno capire che il potere di simbologia e le impostazioni ritualizzate hanno un effetto psicologico che cristallizza e semina il risultato desiderato nella coscienza.
Questo è esemplificato per esempio nell’uso di Simboli Magici in cui il professionista si traduce l’affermazione scritta del suo obiettivo in uno ‘scarabocchiare’ che prende la forma di un simbolo astratto. Il suo potere è simbolico e astratto. Esso serve per ancorare una rappresentazione dell’oggetto della manifestazione nella coscienza.

Questo è simile al processo di attivazione di cui sopra. Focalizzare l’attenzione sul simbolo è la stessa cosa che visualizzarlo, così che aiuti ad attivare ed energizzare una rappresentazione cosciente dell’obiettivo.

Incubare l’Intenzione

Qualcuno usa l’analogia di incubazione per descrivere l’idea che la manifestazione richiede un periodo di incubazione da quando l’idea è seminata nella nostra coscienza attraverso l’attenzione concentrata, fino a quando cresce l’intenzione reale relativa ad essa. Forse l’analogia è un pò erronea, nel senso che il tempo non è il fattore reale. L’energia è, anche come popolarmente indicato, frequenza vibrazionale.

Quindi, probabilmente il concetto di incubazione è meglio descritto come il periodo durante il quale sufficiente energia si è formalizzata per poter rilasciare l’intenzione. Succede mentre si sta consciamente attivando l’obiettivo da manifestare dirigendovi sopra consapevolezza. Si crea un costrutto energetico attraverso eccitazione e attesa. Risuoniamo emotivamente con l’idea che si accendono le ‘luci’ dentro la nostra coscienza. Poiché il tempo non è un fattore reale, il periodo di incubazione può essere molto breve o lungo a seconda di quanta energia è prodotta.

Fare la Magia: Connessione, Allineamento e Integrazione

earth auraLa magia reale dietro l’intenzione avviene a livelli più profondi di coscienza, che in tradizioni sciamaniche sono indicati come stati di trance. Scientificamente tali livelli più profondi della coscienza possono essere descritti come stati mentali Alfa e Theta. Questi stati trascendono le operazioni di normale coscienza di veglia. Tali stati sono accessibili anche in profonda meditazione o in altre pratiche che agiscono sulle onde cerebrali.

L’intenzione è in modo più importante, legata soprattutto alla connessione, integrazione e allineamento. Quando si accede a livelli più profondi di coscienza (per esempio, attraverso la meditazione o drumming sciamanico) ci si connette al nostro Sé nella sua totalità. Si verifica il nostro essere multidimensionale. Questo è uno stato in cui la coscienza si espande ed è aperta, piuttosto che rigida su un’idea o un pensiero. In questo stato non c’è bisogno di pensare all’oggetto della manifestazione. Siamo semplicemente aperti ad essa e le permettiamo di essere. Ci fidiamo del processo e siamo ora un condotto aperto dove lasciamo fluire.

Questa è l’intenzione.

Siamo già allineati ad essa emozionalmente e vibrazionalmente attraverso il precedente processo di cristallizzazione dentro la nostra coscienza, ed è proprio nella nostra coscienza più profonda che si era integrato attraverso il processo di incubazione. Ciò che resta è la parte più semplice, l’atto più primordiale della magia – di essere noi stessi, ancora, consapevoli e vivi.

Questo è dove tutta la creazione avviene.

Gilbert Ross – Soul Hiker

Quando il bene è obbligatorio non è vero bene

Naranjo sorride e il gatto guarda in camera
Io credo che il mito fondamentale della nostra cultura, il mito di aver mangiato il frutto della conoscenza, del bene e del male, causando la nostra caduta, sia vero. É vero che l’arroganza di sapere che cosa è bene, che cosa è male, è il principio di autorità che comincia ad intervenire e ad obbligare le persone ad essere buone, a non essere cattive. Tutto questo paradossalmente non è buono, io credo che questo sia un atteggiamento normativo. Quando il bene è obbligatorio nasce il puritanesimo, nasce una mentalità compulsiva, come dicono i tedeschi: “tutto ciò che non è proibito è obbligatorio”. Questa mentalità fa si che le carceri nel mondo civilizzato siano colme, è un atteggiamento criminalizzante, credo sia sbagliato, si dovrebbe pensare non tanto al bene o al male, ma alla virtù: la virtù è un’armonia interiore, la virtù nasce da una soddisfazione con se stessi perché si è trovata la radice del proprio essere, quando uno trova se stesso le azioni diventano buone. C’è una riga del Tao Te Ching che dice: “La virtù non è virtuosa, dunque virtù”. Più o meno il cinese suona così, ovvero: la virtù non ha la caratteristica, la voglia di essere virtuosa, la virtù è virtù perché è naturale, perché è spontanea. Dunque io credo che la preoccupazione per il bene e per il male dovrebbe diventare una preoccupazione sullo stare bene e non stare male, una preoccupazione piuttosto terapeutica che morale.

Claudio Naranjo

Radicamento: psoas, il muscolo dell’anima

donna, natura, bellezza, foglie, radici, albero,Mi ha fatto piacere quando ho incontrato l’incredibile lavoro di Liz Koch perché ha confermato gran parte di quello che stavo intuendo da sola. Avevo cominciato ad aprire e chiudere la mia pratica dello yoga con posture di apertura del bacino con il preciso intento di rilasciare la tensione nel mio psoas e flessori dell’anca. Respiravo e immaginavo la tensione che scorreva fuori dai muscoli contratti per essere rilasciata come energia nel torso.

Ha funzionato, sentivo il mio corpo ammorbidirsi eppure in qualche modo diventare più forte.

Leggendo Liz Koch ho subito capito che cosa stavo facendo – per imparare a rilassare lo psoas stavo letteralmente energizzando il mio nucleo più profondo mediante la riconnessione con la potente energia della terra. Secondo Koch, lo Psoas è molto più di un nucleo stabilizzante muscolare; si tratta di un organo di percezione composto da tessuto bio-intelligente e “letteralmente incarna la nostra più profonda necessità di sopravvivenza, e più profondamente, il nostro elementare desiderio di sviluppo.”

Beh, ho dovuto imparare di più. Questa è solo una spolverata di ciò che Liz Koch e altri hanno scoperto per quanto riguarda l’importanza dello psoas per la nostra salute, vitalità e benessere emotivo.

Il muscolo Psoas è il più profondo dei muscoli del corpo umano che interessano il nostro equilibrio strutturale, l’integrità muscolare, la flessibilità, la forza, la gamma di movimento, mobilità articolare e il funzionamento degli organi.

Su entrambi i lati della colonna vertebrale, lo Psoas si estende lateralmente dalla 12esima vertebra toracica (T12) a ciascuna delle cinque vertebre lombari. Da lì scorre verso il basso attraverso il nucleo addominale, il bacino, per fissarsi alla parte superiore dell’osso femorale (coscia).bacino, colonna vertebrale, psoas maggiore, psoas minore

È l’unico “muscolo” che collega la colonna vertebrale alle gambe. È responsabile di sostenerci in posizione verticale, e ci permette di sollevare le gambe per poter camminare. Un sano e funzionante psoas stabilizza la colonna vertebrale e fornisce sostegno attraverso il tronco, formando un basamento per gli organi vitali del nucleo addominale.

Lo Psoas è collegato al diaframma attraverso il tessuto connettivo che interessa sia il nostro respiro che le reazioni di paura. Questo perché è direttamente collegato al cervello rettile, la parte interna più antica del tronco encefalico e del midollo spinale. Come scrive Koch “Molto prima che la parola o la capacità organizzativa si svilupparono nella corteccia cerebrale, il cervello rettiliano, noto per i suoi istinti di sopravvivenza, manteneva già il nostro funzionamento essenziale di base.”

cervello rettiliano, neomammifero, paleomammifero, neocorteccia

Koch ritiene che il ritmo veloce del nostro stile di vita moderno (che gira sull’adrenalina del sistema nervoso simpatico) cronicamente attiva e contrae lo psoas – rendendolo letteralmente pronto a correre o combattere. Lo Psoas ti aiuta a entrare in azione – o a richiuderti in una capsula di protezione.

Se però costantemente lo contraiamo a causa di stress o tensione, il muscolo alla fine comincia ad accorciarsi portando ad una serie di condizioni dolorose, tra cui mal di schiena, dolore sacro-iliaco, sciatica, problemi ai dischi vertebrali, spondilolisi, scoliosi, degenerazione dell’anca, dolore al ginocchio, dolori mestruali, sterilità, e problemi digestivi.

 

muscoli psoas e possibili infiammazioni

Lo Psoas contratto non solo crea problemi strutturali, comprime gli organi vitali, fa pressione sui nervi, interferisce con il movimento dei fluidi, e ostacola la respirazione diaframmatica.

In realtà, “è così intimamente coinvolto in tali reazioni fisiche ed emotive di base, che uno Psoas cronicamente contratto segnala continuamente al vostro corpo che siete in pericolo, al fine di esaurire le ghiandole surrenali e minacciare il sistema immunitario.”

E secondo Koch, la situazione è aggravata da molte cose nel nostro stile di vita moderno, dai sedili delle auto ai vestiti stretti, dalle sedie alle scarpe che distorcono la nostra postura e limitano i nostri movimenti naturali e in seguito contraggono i nostri psoas.

Koch ritiene che il primo passo per coltivare uno psoas sano è quello di rilasciare inutili tensioni. Ma “lavorare sullo Psoas non è cercare di controllare il muscolo, bensì coltivare la consapevolezza necessaria per rilevare i suoi messaggi. Si tratta di fare una scelta cosciente di diventare somaticamente consapevoli.”

Uno Psoas rilassato è simbolo di gioco e di espressione creativa. Contratto è pronto a correre o combattere, quando invece è rilassato e rilasciato è pronto ad aprirsi ed espandersi, a ballare. In molte posizioni yoga (come l’albero) le cosce non possono pienamente ruotare verso l’esterno a meno che lo psoas non sia rilasciato. Quando è rilasciato permette alla parte anteriore delle cosce di allungarsi e alla gamba di muoversi indipendentemente dal bacino, migliorando con una qualità profonda il sostegno del busto intero e del cuore.

radicamento e piedi sull'erbaKoch ritiene che coltivando uno Psoas sano, possiamo riaccendere le energie vitali del nostro corpo, imparando a riconnetterci con la forza vitale dell’universo. All’interno della tradizione taoista lo Psoas è definito come la sede o il muscolo dell’anima, e circonda il più basso “Dan tien” (hara): un importante centro di energia del corpo. Uno psoas flessibile e forte ci radica e consente alle energie sottili di fluire attraverso le ossa, muscoli e articolazioni.

Koch scrive: “Lo Psoas, conducendo energia, ci connette alla terra, come un filo di massa che previene gli shock ed elimina le correnti elettrostatiche in una radio. Liberata e messa a terra, la colonna vertebrale può risvegliarsi” … ”Come i flussi gravitazionali trasferiscono il peso attraverso ossa, tessuti, muscoli, fino alla terra, così la terra risponde rimbalzando energia su di nuovo alle gambe e colonna vertebrale, energizzando e animando la postura, il movimento e l’espressione . Si tratta di una conversazione ininterrotta tra il sé, la terra e il cosmo”.

Forse vale la pena, la prossima volta che si pratica, di sintonizzarsi e prestare attenzione a ciò che il vostro bio-intelligente Psoas ha da dirvi.

 

Tradotto liberamente da: The Psoas: Muscle of The Soul di DANIELLE PROHOM OLSON

leggi anche: Learn How to Release Your Psoas

THE BUTTERFLY – a movement on the back

 

Un movimento che parte dal chakra del cuore portandone la frequenza di guarigione a tutta la parte superiore del corpo: la schiena, le spalle, le braccia e il bacino.
Chi lo riceve beneficia di un nutrimento molto molto profondo.