Svelare il Punto G

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Il punto G è un’area il cui diametro varia da 0,5 cm a 2,5 cm, situato sulla  parete  superiore  della  vagina,  dietro  l’osso  pubico.  La  distanza dall’entrata vaginale dipende dalla configurazione anatomica individuale. Negli antichi testi tantrici viene chiamato anche saspandana “punto del piacere”, “punto della beatitudine” o “punto sacro”. Su nessun altro argomento relativo alla sessualità si troverà una tale divergenza d’opinioni come sul punto G. Ci sono sessuologi di fama internazionale che lo ritengono un mito, altri stimano che solo il 20% delle donne ne siano dotate, altri, come Ladas o Sevely, dimostrano empiricamente che tutte le donne ce l’hanno; c’è insomma una grande confusione in proposito. Noi che abbiamo studiato prima il Tantra e poi la sessuologia, abbiamo potuto  sperimentare  il  punto  G  in  prima  persona,  e  dopo  averlo  molto assaporato e goduto, gli studi scientifici non ci hanno suscitato né particolari dubbi né ripensamenti. Nella letteratura tantrica non si trova alcuna divergenza su questo punto, che viene considerato da tutti un punto sacro, proprio perché è  una chiave verso l’orgasmo implosivo. Da dove nasce dunque una tale confusione, tra gli studiosi occidentali? Come possono dei ricercatori come Masters e Johnson, che hanno studiato 7500 orgasmi in 382 donne, non aver trovato il punto G o non prenderlo in considerazione? Dal canto nostro, abbiamo condotto accurate osservazioni su 125 donne, mentre scoprivano il punto G con l’aiuto del loro partner. Tutte (il 100%) lo hanno  trovato.  E  non  soltanto  ci  hanno  descritto  tutte  una  medesima sensazione, nettamente distinta da quelle nelle pareti vaginali limitrofe, ma i loro volti aperti e rilassati, il fastidio passeggero, le lacrime di gioia, i gemiti, il respiro disteso, i movimenti di abbandono e il silenzio commovente che è seguito alla scoperta non ci hanno lasciato alcun dubbio. Naturalmente, le nostre  ricerche  stanno  continuando:  tutti  coloro  che  sono  interessati  ad approfondire  questo  argomento  possono  contattarci  all’indirizzo  indicato in fondo al libro.

Secondo noi quell’enorme divergenza nei risultati delle varie ricerche sul punto  G  non  dipende  dalla  sua  esistenza  o  nonesistenza,  ma  solo  dalla metodologia  di  ricerca.  Una  ricerca  che  consideri  esclusivamente  elementi anatomici  e  fisiologici  (battiti  cardiaci,  millimetri  di  dilatazione  vaginale, colorazioni delle labbra ecc.) non lasciando alcuno spazio ai sentimenti e alle pulsioni che la donna prova in quei momenti e non considerando le più intime e spesso oscillanti espressioni del femminile, non è il metodo adatto per trovarlo, per quanto grande sia il campione studiato e per quanto sofisticati siano gli strumenti utilizzati; una simile ricerca avrà infatti l’effetto di inibire il fenomeno stesso che si era proposta di misurare. Il  punto G, che trova una sua corrispondenza anatomica nel  “corpo spugnoso uretrale”, ha caratteristiche che a prima vista fanno sembrare contraddittorie le sue manifestazioni, non in linea con la logica maschile che tuttora prevale nella ricerca scientifica. Così, anche noi abbiamo avuto modo di constatare che persone dotate di buona intelligenza, e alle quali era stata fornita unadettagliata spiegazione e un preciso disegno anatomico, non lo hanno trovato al primo tentativo, oppure lo hanno localizzato con precisione e poi lo hanno smarrito, perché non corrispondeva alle loro aspettative.

I presupposti che aiutano a trovarlo, secondo le nostre esperienze, sono i seguenti:

  • occorre dedicare a questa ricerca molto tempo e una buona dose di pazienza;
  • l’uomo deve esser presente con se stesso, e centrato in se stesso;
  • occorre un ambiente e una cornice che aiutino la donna a concentrarsi su se stessa;
  • bisogna  proseguire  anche  se  all’inizio  si  hanno  delle  sensazioni sgradevoli;
  • è anche auspicabile, ma non indispensabile, la guida di una persona esperta che possa condurti attraverso i meandri delle diverse sensazioni, come succede in un rituale iniziatico.

Tutti  questi  presupposti,  che  un  rituale  tantrico  può  agevolmente garantire, mancano di  solito nell’ambiente sterile dei  laboratori  di  ricerca. Questo spiega perché nei corsi di Tantra tutte le donne trovano il punto G, mentre nelle cliniche ciò avviene di rado. Il punto G deve essere letteralmente scoperto, localizzarlo non basta. Quasi in tutte le donne esso è “velato” all’inizio, e qualche donna ha bisogno di più tempo per togliere quel velo e per svegliare il punto G al piacere.

Vediamo meglio le sue caratteristiche, prima di intraprenderne noi pure la scoperta. Il punto G ha un tessuto simile a quello della prostata maschile. In senso energetico può essere considerato un polo negativo, perché è ricettivo: assorbe e invita ciò che gli si presenta sotto forma di energia. Attira il piacere, in cambio ha la capacità di aprirsi a opportunità di piacere via via più alte, fino a momenti estatici. La stimolazione del punto G per la donna è strettamente correlata con i sentimenti, non provoca una sensazione sessuale neutrale come avviene nel clitoride: corre parallela a un fiume di sentimenti.

Come si trova il proprio punto G

Ora vediamo come svelare il punto G.Massaggio Californiano Esalen Californian Massage
Lo puoi fare anche da sola, seduta, ma è una di quelle pratiche che si fanno molto meglio in due e che non arricchisce te sola, ma anche l’uomo, il quale potrà vedere un aspetto del femminile che forse non aveva mai percepito con tanta intensità. Prendetevi  2  ore  di  tranquillità,  che  dedicherete esclusivamente a questa esplorazione. Preparate un letto comodo in un ambiente caldo con diversi cuscini per  sostenere  la  testa  e  le  ginocchia,  fazzoletti  di carta, un gel vaginale, musica rilassante, candele e quant’altro vi occorre per sentirvi a vostro agio. La donna si può rilassare completamente e sente accanto a sé l’uomo, che le rimarrà vicino anche quando lei scenderà nel profondo dei suoi sentimenti e li assaporerà da dentro. Deve solamente essere consapevole del  suo  respiro,  e  rilassarsi;  comunicare  all’uomo  le  sue  sensazioni corporee, le sue emozioni, i pensieri, i dubbi, dirgli come vuol essere toccata; ciò aiuterà anche l’uomo a sentirsi più sicuro di sé.
L’uomo si lava accuratamente le mani e si taglia le unghie e le lima in modo da non lasciare alcun margine aguzzo. Poi inizia a toccare la donna in maniera piacevole; non la deve eccitare o portare a un orgasmo, deve solo  toccarla  senza  alcuna  preoccupazione  riguardo  a  un  qualche obiettivo. Deve anche sapere che tutto ciò che lei esprimerà riguardo ai suoi sentimenti (che potranno mutare anche molto velocemente), non riguarderà lui personalmente, ma emergerà da lei, mentre sta scoprendo sempre di più se stessa. Per la donna è importante che l’uomo le rimanga vicino e attento, mentre lei si abbandonerà fiduciosamente, e questa vicinanza e assistenza vigile è il dono più bello che egli le possa fare ora.
L’uomo comincia con un massaggio: il “massaggio che non hai mai avuto” del capitolo sette o un altro massaggio che inizia su tutto il corpo e poi si concentra sui genitali, collegandoli ogni tanto con le altre aree: il ventre, il seno, il torace, le cosce. Già ora potranno emergere i primi sentimenti.
L’uomo arriva, col suo massaggio, all’osso pubico e all’attaccatura della   muscolatura   della   pancia;   arriva   alle   labbra   esterne,   può massaggiarle, prenderle tra le dita, stirarle leggermente; passa poi alle labbra interiori; può, per esempio, tenere tra l’indice e il medio le labbra esterne  e  massaggiare  col  pollice  dell’altra  mano  quelle  interne, massaggiare a sinistra e a destra la pelle sopra il clitoride, o anche tenere una mano su tutta la vulva, con il palmo sul monte di venere; la donna potrà muoversi leggermente, rilassarsi in questa mano che la tiene; dirà lei quando è il momento di introdurre il dito. L’uomo pone pure il dito sull’apertura della vagina e lo lascia lì, per qualche momento, mentre con l’altra mano accarezza il ventre, il torace e il seno.
Quando lei lo chiede, il dito entra lentamente: non infilarlo, ma fallo come scivolare dentro; usa il lubrificante, specialmente se la vagina è stretta; rimani lì, con una pressione costante sul punto, e lascia che la vagina si apra millimetro dopo millimetro; vedrai che se non premi ma rimani fermo, la vagina si aprirà da sola e ti inviterà – e per la donna invitare a penetrarla è una sensazione completamente diversa dal venir penetrata da una forza esteriore. Quando sei dentro di lei, comunica sempre alla donna  dove  sei  e  cosa fai  col  dito, in modo che lei possa precisare l’immagine dell’interno  della  sua  vagina,  e  capire “ah, così è lì, in questo punto provo la tal sensazione, ora lui è più in là, ecc.”, e crearsi così una mappa visiva della sua vagina nei diversi punti.
L’uomo incontra il primo anello muscolare all’incirca alla profondità della  prima  falange  del  dito.  Esercita  una  pressione  sù  tutti  i  lati, fermandoti ogni tanto per qualche istante; lapressione è dolce ma decisa, il  dito porta consapevolezza in questo tipo di contatto, il tuo dito sta praticamente chiamando l’attenzione della donna in quel punto, la invita a  rilassarsi.  Procedi  circolarmente,  in  senso  orario  ed  esercita  una pressione su ciascuna ora, eccettuato il punto più alto, il 12. Immagina che il tuo dito sia al centro di un orologio, il dodici è verso il clitoride e il sei è verso l’ano.
Poi puoi entrare di più, fino circa alla metà della vagina, e puoi sentire da dentro l’ilio, l’osso su ciascun lato; ora (nel tuo orologio immaginario) premi verso l’undici e verso l’una, verso il nove, su un’ampia superficie della  parete  vaginale  e  là  dove  senti  come  dei  piccoli  nodi,  non massaggiare ma lascia lì il dito (e la donna immagini di star respirando in quel punto); poi premi sul sei, sul tre ed entra ancora di più, più in profondità; non toccare il collo dell’utero, che è molto sensibile, premi soltanto  intorno  a  esso,  non  su  di  esso,  continuando  intanto  a accarezzare tutto il corpo della donna: accarezza le cosce, le ginocchia, le anche, i fianchi, il seno, il ventre, il collo e così via; la vagina in questo stato rilassato è come una grande caverna che si modifica e cede sotto la tua pressione.
Il punto G: quando arrivi al dodici, sul tuo orologio immaginario, piega lentamente il dito in su e in avanti; col dito piegato arrivi dietro all’osso pubico, oppure più in profondità (in dipendenza del tipo anatomico); puoi esercitare anche lì una pressione dolce ma decisa e ferma – tenendo il dito quasi immobile. Se adesso la donna avverte delle emozioni forti, delle sensazioni sottili o un alternarsi di diversi sentimenti, dovrà parlarne ed esprimerle; l’uomo intanto le tocca sempre con l’altra mano tutto il corpo  –  e  potrà  aumentare  la  pressione,  o  rilassarla  un  po’,  potrà descrivere  dei  piccoli  cerchi  con  la  mano,  o  delle  vibrazioni  (è consigliabile il ritmo di una al secondo), ma vedrete voi stessi cosa vi dà più piacere, cosa vi aiuta di più a essere consapevoli; la prima volta la donna avvertirà qualche bruciore, la sensazione di dover fare la pipì, ma solo all’inizio: poi sentirà che quest’area inizia a sciogliersi.
Per  circa  20  minuti, l’uomo  continuerà  a  premere  e  massaggiare questo punto. Se in alcuni momenti ciò sarà fastidioso, alleggerirà la pressione  ma  rimarrà  sempre  su  quel  punto.  La  donna  aumenterà l’ampiezza del respiro e esprimerà quello che prova, mediante sospiri, gemiti, parole, piccoli movimenti ecc.
Alla fine, l’uomo estrae lentamente il dito e mette la mano sull’esterno della vagina, e la tiene lì per un po’: dopo un rapporto tanto intimo non bisogna staccarsi subito; l’uomo strofina le gambe della compagna, le accarezza, le chiede se vuol restare ancora accanto a lui o se preferisce rimanere da sola.

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In questa esperienza c’è da tenere conto di alcuni punti.
  • Può   verificarsi   un   fenomeno   che   viene   chiamato   eiaculazione femminile.  Se  la  stimolazione  al  punto  G  arriva  a  un  certo  tipo  di orgasmo, esce dall’uretra un liquido che non è urina, ma una sostanza biancastra simile allo sperma, solo meno densa. Proviene dalle “ghiandole periuretrali”, e l’espulsione è piacevole. Molte donne sentono lo stimolo, ma poi si trattengono perché si vergognano pensando che sia urina. Tenete pronto un asciugamano, e se la donna sente lo stimolo, si rilassi pure e lo lasci fluire. Sembra – ma ancora non abbiamo la certezza–  che  non  tutte  le  donne  provino  questo  fenomeno,  perciò  non preoccupatevi se non si verifica.
  • Per l’uomo quest’esperienza può rivelarsi  particolarmente irritante: può infatti accadere che mentre lui sta dando il meglio di sé, e dopo che per  un’ora  ha  dedicato  tutta  la  sua  attenzione  alla  donna,  lei improvvisamente scoppi in lacrime, si arrabbi, diventi triste, provi fastidio o dolori, e si mostri cioè tutt’altro che contenta. In tal caso, l’uomo sappia che non ha sbagliato nulla, che ha fatto tutto ottimamente e che quel fastidio non l’ha provocato lui ma si trovava già prima nella donna – o  meglio, si trovava negli strati in ombra che attraverso il massaggio l’uomo ha portato in superficie. Prima o poi quel senso di fastidio finisce, e  sotto questi strati più bui che l’uomo ha scoperto insieme alla sua compagna,  emergerà  qualcos’altro,  qualcosa  che  renderà  la  donna profondamente vitale e che, in un secondo momento, risulterà assai piacevole anche per l’uomo.
  • La donna è invitata a osservare le proprie sensazioni: anche quando diverranno  sensazioni  forti,  non  dovrà  lasciarsi  trascinare  via  da  un qualche  dramma  emozionale;  manterrà  il  ritmo  del  respiro,  rimarrà presente a se stessa e continuerà a osservare. Dopo un po’ le sensazioni diverranno comunque piacevoli, leggere, fluttuanti. (Qualche donna dovrà probabilmente ripetere più volte questa esperienza prima di arrivare ai piaceri tanto sottili.)“

Il punto G, ma anche tutta la vagina, possono essere corazzati  da inibizioni, dalla memoria di vecchi divieti, o d’una prima esperienza amorosa poco delicata, o di momenti nei quali hai fatto l’amore quando il corpo non era pronto, quando la vagina era ancora sorda e non era viva. La vagina assorbe tutto quello che entra, sia in senso fisico che energetico. Per difendersi si corazza e di conseguenza percepisce meno, riduce le percezioni al minimo. Ogni zona dei genitali femminili può corazzarsi continuando a nascondere sotto la  corazza  certi  traumi.  –  (Margo  Anand)”.  E  quando  andiamo  a massaggiare queste parti, i traumi vengono a galla, e si fanno sentire per venir guariti – così come emergono le emozioni represse quando massaggiamo la corazza muscolare nella terapia bioenergetica.

Il pene o il dito d’un uomo che ti vuol bene, possono aiutarti a sciogliere queste corazze, a riportare alla luce i loro traumi e a risvegliare la tua capacità di percezione. Con un massaggio di questo tipo, col dito e successivamente col pene,  tutti  questi  traumi  possono  veramente  guarire.  L’esperienza  è  più efficace se la si ripete più volte: durante un primo massaggio della vagina, del punto G o di altre parti, possono emergere anche emozioni molto spiacevoli e grossolane. Se la donna non si  contrae ma si  rilassa anche nei momenti fastidiosi e osserva consapevolmente quel che avviene, accogliendo tutte le sensazioni,  piacevoli  o  spiacevoli,  per  quello  che  semplicemente  sono,  la corazza si scioglie.

TANTRA (La via dell’estasi sessuale) – Elmar e Michaela Zadra – ©1997 Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.

Tantra o Yoga?

Tantra Mandala

“Osho, spiega per favore se le tecniche del Vigyana Bhairava Tantra che hai descritto così minuziosamente, appartengono alla scienza dello yoga piuttosto che al reale contenuto centrale del tantra. Qual è il contenuto centrale del tantra?”.

Questa domanda sorge in molte persone. Le tecniche di cui abbiamo parlato appartengono anche allo yoga. Le tecniche sono le stesse, ma c’è una differenza. È possibile usare le stesse tecniche anche se alle spalle esiste una filosofia completamente diversa. La cornice cambia, ma non la tecnica. Si può anche avere un atteggiamento verso la vita opposto a quello del tantra.
Lo yoga crede nella lotta: è la via della volontà. Il tantra non è la via della volontà. Al contrario; il tantra è la via dell’abbandono totale: la tua volontà non è necessaria. Per il tantra la volontà è il problema e la fonte di tutte le ansie. Per lo yoga il problema è invece l’abbandono e la mancanza di volontà.
Secondo lo yoga soffri perché la tua volontà è debole; secondo il tantra perché hai una volontà, un ego, un’individualità. Lo yoga dice: porta la tua volontà a perfezione assoluta e sarai liberato; il tantra dice: dissolvi completamente la tua volontà, svuotatene del tutto e quella sarà la tua liberazione. Il problema è che tutti e due hanno ragione. Per me, entrambi hanno ragione.
Il sentiero dello yoga è molto difficile. È praticamente impossibile raggiungere la perfezione dell’ego: vuol dire che tu divieni il centro di tutto l’universo. È un sentiero molto lungo e difficile che, in realtà, non arriva mai alla fine. Quindi, cosa accade ai seguaci dello yoga? Da qualche parte sul cammino, in qualche vita, si convertono al tantra.
Intellettualmente lo yoga è concepibile; esistenzialmente è impossibile. Se fosse possibile, potresti realizzarti anche tramite lo yoga, ma in genere non accade mai. Se accade, accade molto raramente, a Mahavira ad esempio. Talvolta passano secoli e secoli prima che appaia un uomo come Mahavira, che si sia realizzato tramite lo yoga. Ma è una rarità, un’eccezione che conferma la regola.
Tuttavia lo yoga attira più del tantra. Il tantra è facile e naturale e per suo tramite puoi realizzarti molto facilmente, naturalmente e senza sforzo. Proprio per questo il tantra non affascina mai molto, perché tutto ciò che affascina, affascina l’ego. Tutto ciò che senti possa appagare l’ego, ti affascina di più. Sei avvinto nell’ego. Ecco perché lo yoga ti affascina tanto.
In realtà, più sei egoista e più lo yoga ti affascinerà, perché è puro sforzo egoico. Più una cosa è impossibile, più attira l’ego. Ecco perché il monte Everest ha tanto fascino. Raggiungere una vetta dell’Himalaya piace perché è molto difficile. Infatti quando Hillary e Tensing raggiunsero il monte Everest, provarono un istante di grande estasi. Questo perché l’ego appaga e loro erano i primi.
Quando il primo uomo è atterrato sulla luna, puoi immaginare come si sentisse? Era il primo di tutta la storia: non può più essere superato da qualcun altro, resterà il primo per sempre. Non c’è più modo di cambiare il suo status. L’ego è profondamente appagato: non esistono rivali, né possono esserci. Molti altri atterreranno sulla luna, ma non saranno i primi. Molti però possono atterrare sulla luna e andare sull’Everest; lo yoga invece ti dà una vetta più elevata. E più irraggiungibile è il fine, più è presente un ego puro, perfetto e assoluto.
Lo yoga sarebbe piaciuto molto a Nietzsche, perché sentiva che l’energia che lavora dietro la vita è l’energia della volontà: la volontà di potenza. Lo yoga ti dà quella sensazione; per suo tramite sei più potente.
Più riesci a controllare te stesso e i tuoi istinti, il tuo corpo e la tua mente, più ti senti potente: diventi un maestro interiore. Ma questo avviene tramite il conflitto, la lotta e la violenza, ed è sempre successo, perlomeno spesso è successo, che una persona che abbia praticato lo yoga per molte vite arrivi a un punto in cui l’intero viaggio diventi monotono, irreale e inutile, perché più l’ego è appagato, più sentirai che è inutile. A quel punto il seguace del sentiero dello yoga si converte al tantra.
Ma lo yoga attira perché tutti sono egoisti. Il tantra non attira mai all’inizio. Il tantra attira solo ai livelli più profondi, attira solo coloro che hanno veramente lavorato su loro stessi, lottando tramite lo yoga per molte vite. A quel punto il tantra li attira perché sono in grado di capire. Di solito, non sei attratto dal tantra. E se ne sei attratto, lo sei per i motivi sbagliati, quindi cerca di comprendere anche questi.
Non sarai attratto dal tantra in primo luogo perché ti chiede di arrenderti, non di lottare. Ti chiede di galleggiare, non di nuotare. Ti chiede di muoverti con la corrente, non contro di essa. Ti dice che la natura è cosa buona: fidati di essa, non lottarci contro. Anche il sesso va bene: fidatene, seguilo, fluisci in esso; non lottarci contro. Non lottare è l’insegnamento centrale del tantra. Fluisci, lasciati andare!
Non può attirare, perché tutto questo non appaga l’ego. Al primo passo chiede all’ego di dissolversi. Come prima cosa ti chiede di svanire!
Anche lo yoga lo chiede, ma alla fine. Prima ti chiederà di purificare l’ego. E se è purificato completamente, si dissolve, non può rimanere. Ma questa è la fine nello yoga e l’inizio nel tantra.
Quindi, in genere, il tantra non attira. Quando invece attira, accade per i motivi sbagliati. Ad esempio, se vuoi indulgere nel sesso, puoi razionalizzare la tua indulgenza grazie al tantra. Quella può diventare la tua attrazione. Se vuoi indulgere nel vino, nelle donne e in altre cose, puoi sentirti attratto verso il tantra. Ma in realtà non sei attratto dal tantra; il tantra è una maschera, un trucco. Sei attratto da qualcos’altro che pensi ti venga permesso dal tantra; il tantra attira sempre per i motivi sbagliati.
Il tantra non serve a sostenere la tua indulgenza, serve a trasformarla. Dunque, non ingannare te stesso. Con il tantra questo è molto facile; ecco perché Mahavira non ne parlò mai, perché questa possibilità è sempre presente. L’uomo è così falso che può mostrare una cosa intendendone un’altra. E può razionalizzarlo.
Ad esempio, nell’antica Cina esisteva qualcosa di simile al tantra, una scienza segreta, nota come Tao. Il Tao ha tendenze simili al tantra. Ad esempio, il Tao dice che, se vuoi liberarti del sesso, è bene non fissarsi su una persona; secondo il Tao è meglio cambiare in continuazione partner, solo così ci si può liberare.
Questo è assolutamente vero, ma tu puoi razionalizzare, ingannando te stesso. Forse non sei altro che un maniaco sessuale e pensi: “Sto facendo pratica tantrica, per cui non mi posso fissare su una persona. Devo cambiare”. Molti imperatori cinesi facevano questa pratica, tenendo grandi harem solo per questo motivo.
Il Tao assume significato se guardi in profondità nella psicologia umana: se conosci solo una donna, prima o poi la tua attrazione per lei sfiorirà, mentre la tua attrazione per le donne, per l’altro sesso, resterà. Tua moglie non sarà davvero parte del sesso opposto; non ti attirerà, non sarà un magnete per te, perché ti sarai abituato a lei.
Secondo il Tao, se un uomo va con molte donne, non trascenderà solo una donna, ma tutto l’altro sesso. La semplice conoscenza di molte donne lo aiuterà a trascendere. E questo è giusto, ma pericoloso, perché questa idea non ti piace in quanto giusta, ma perché ti rende licenzioso. Questo è il problema con il tantra.
Quindi anche in Cina quella conoscenza dovette essere soppressa. In India il tantra venne soppresso perché diceva molte cose pericolose, ma pericolose solo perché tu sei falso. Altrimenti sono magnifiche. Nulla è accaduto alla mente umana di più meraviglioso e misterioso del tantra; nessuna conoscenza è altrettanto imperscrutabile.

Per questo il tantra si interessa tanto al sesso. Chi si interessa alla vita e alla consapevolezza si interessa automaticamente al sesso, perché il sesso è la fonte della vita, dell’amore e di tutto ciò che accade nel mondo della consapevolezza. Quindi, se un ricercatore non si interessa al sesso, non è affatto un ricercatore. Forse è un filosofo, ma non un ricercatore. Dunque la filosofia è, più o meno, priva di senso: nient’altro che pensieri su cose inutili.

Abbandonati al piacere

La filosofia, più o meno, è nonsenso. Il tantra non si interessa alla filosofia, ma alla vita reale, esistenziale. Il tantra non si chiede mai se Dio, Moksha (la liberazione), paradiso e inferno esistano; il tantra pone domande fondamentali sulla vita. Ecco perché si interessa tanto al sesso e all’amore; queste sono cose fondamentali: tu esisti grazie a loro, sei parte di loro.
Tu sei solo e unicamente un gioco di energia sessuale. Ma se non comprendi e trascendi questa energia, non sarai mai nulla di più. Ora come ora non sei altro che energia sessuale. Potresti essere di più, ma se non lo capisci e non lo trascendi, non sarai mai nulla di più; è una possibilità che esiste solo in quanto seme. Per questo il tantra si interessa al sesso, all’amore e alla vita naturale.
Tuttavia, la via per conoscere non passa attraverso il conflitto. Secondo il tantra, con la lotta non puoi comprendere nulla, perché in quel caso non sei ricettivo. In quel caso, poiché stai lottando, i segreti ti verranno nascosti: non sei aperto a ricevere. E quando lotti, sei sempre proiettato all’esterno. Se stai lottando contro il sesso, sei all’esterno. Se ti abbandoni al sesso, ne raggiungi il nucleo interiore; sei un iniziato. Se ti arrendi, se ti lasci andare, molte cose vengono conosciute.
Hai già sperimentato il sesso, ma sempre con un atteggiamento di lotta; per questo non hai conosciuto molti segreti. Ad esempio, non hai conosciuto la forza rivitalizzante del sesso. Non l’hai conosciuta perché non puoi conoscerla: ciò richiede un “iniziato”.
Se fluisci realmente con l’energia sessuale, in totale abbandono, prima o poi arriverai al punto in cui saprai che il sesso non solo può creare una nuova vita, ma può dare a te stesso più vita. Per gli amanti, il sesso può divenire una forza rivitalizzante, ma perché questo accada ti devi abbandonare, arrendere: devi lasciarti andare. E una volta che ti sei abbandonato, cambiano molte dimensioni.
Ad esempio, il tantra e il Tao sanno che, eiaculando durante il rapporto, il sesso non può essere rivitalizzante. Non c’è bisogno di eiaculare; l’eiaculazione può essere totalmente dimenticata. Sia il tantra che il Tao sostengono che l’eiaculazione avviene perché c’è lotta; altrimenti non ce ne sarebbe bisogno.
L’amante e l’amato possono essere in un profondo abbraccio sessuale, rilassati semplicemente l’uno nell’altra, senza fretta di eiaculare e arrivare alla fine. Possono semplicemente rilassarsi l’uno nell’altra. E se questo rilassamento è totale, entrambi si sentiranno più vivi; entrambi si arricchiranno a vicenda.
Secondo il Tao, l’uomo potrebbe vivere mille anni, se non avesse fretta nel fare l’amore, se fosse profondamente rilassato. Se l’uomo e la donna sono profondamente rilassati l’uno nell’altra, semplicemente dissolti l’uno nell’altra, assorbiti l’uno nell’altra, senza fretta né tensioni, accadono molte cose: cose alchemiche, perché le essenze vitali di entrambi, l’elettricità e le bioenergie di entrambi, si incontrano. E semplicemente incontrandosi poiché sono “anti”: una è negativa e l’altro è positivo, sono degli “anti-poli” semplicemente incontrandosi profondamente, si rinvigoriscono a vicenda, si rendono più vivi e vitali.
Possono vivere a lungo senza mai invecchiare. Ma questo lo puoi sapere soltanto se non hai un’attitudine di lotta. E sembra paradossale: chi lotta con il sesso eiaculerà più in fretta, perché la mente in tensione ha fretta di liberarsi dalla tensione.
Le ricerche moderne rivelano molte cose, molti fatti sorprendenti. Per la prima volta Masters e Johnson hanno indagato scientificamente cosa accade nel rapporto sessuale. Sono arrivati a scoprire che il 75% degli uomini sono eiaculatori precoci: il 75%! Prima che avvenga un incontro profondo, hanno già eiaculato e il rapporto è finito. E il 90% delle donne non ha mai avuto alcun orgasmo, non raggiunge mai un picco soddisfacente: il 90% delle donne.
Per questo le donne sono tanto irritate e arrabbiate, e resteranno tali. Nessuna meditazione può aiutarle a sentirsi in pace e nessuna filosofia, religione o etica può metterle a loro agio con l’uomo con cui vivono. Sono frustrate e arrabbiate, perché sia la scienza moderna sia il tantra antico dicono che, se una donna non è profondamente appagata sessualmente, in famiglia sarà sempre un problema. Ciò che le manca creerà irritazioni e lei avrà sempre voglia di litigare.
Perciò, se tua moglie litiga sempre, ripensaci. Non è un fatto che riguarda solo tua moglie: potresti essere tu la causa. E poiché le donne non raggiungono l’orgasmo, sono contro il sesso. È facile che non vogliano fare l’amore. Vanno sedotte, non sono pronte a entrare nel sesso. E perché dovrebbero esserlo, se non raggiungono mai un appagamento profondo per suo tramite? Al contrario, dopo aver fatto l’amore sentono che l’uomo le ha usate. Si sentono come una cosa usata e scartata.
L’uomo è soddisfatto perché ha eiaculato: a quel punto si gira e si addormenta, mentre la moglie comincia a piangere. E stata semplicemente usata e l’esperienza non è stata in nessun modo soddisfacente per lei. Forse per il marito, l’amato o l’amico è stato uno sfogo, ma lei non ne ha tratto alcun appagamento.
Il 90% delle donne non sa nemmeno cosa sia l’orgasmo. Non l’hanno mai conosciuto; non hanno mai raggiunto un picco di convulsione estatica in tutto il corpo, in cui ogni fibra palpita e ogni cellula diventa viva. Non l’hanno mai raggiunto a causa dell’atteggiamento, ostile al sesso, della società. È presente la mente che lotta e la donna è stata repressa così a lungo, che è diventata frigida.
L’uomo continua a fare l’amore come se fosse peccato. Si sente colpevole: “Questo non va fatto”. E mentre fa l’amore con sua moglie o con l’amante, pensa di andare da qualche mahatma, da un cosiddetto santo, per trascendere questa colpa, questo peccato.
È molto difficile liberarsi dai mahatma: stanno lì anche mentre fai l’amore. Voi non siete mai in due è sempre presente un mahatma. Se non ci fosse, allora “Dio” vi vedrebbe mentre “peccate”. Nella testa della gente Dio non sembra altro che uno spione: sta sempre a guardarvi. Questo atteggiamento crea ansia, ma con l’ansia l’eiaculazione arriva prima.
Quando non c’è ansia, l’eiaculazione può essere rinviata per ore, anche per giorni. Non è necessaria: se l’amore è profondo, entrambi i partner si rafforzano a vicenda. Poi l’eiaculazione cessa completamente: per anni i partner potranno incontrarsi senza più alcuno spreco di energia. Possono semplicemente rilassarsi l’uno nell’altra. I loro corpi si incontrano e si rilassano; entrano nel sesso e si rilassano. Prima o poi, il sesso non sarà più eccitazione. Ora come ora è eccitazione. Ma allora non sarà più eccitazione, bensì rilassamento, un profondo lasciarsi andare.
Questo però può accadere solo se prima ti sei arreso dentro di te all’energia della vita, alla forza vitale: solo allora puoi arrenderti al tuo amante o alla tua amata. Il tantra dice che questo può accadere e fa in modo che accada.
Secondo il tantra non bisogna mai fare l’amore mentre si è eccitati: sembra assurdo, perché quando si è eccitati si ha voglia di fare l’amore. E di solito, entrambi i partner si eccitano a vicenda per poter fare l’amore. Ma secondo il tantra nell’eccitazione si spreca energia. Fa l’amore mentre sei calmo, sereno e meditativo. Prima medita, poi fa l’amore, e mentre fai l’amore non oltrepassare il limite. E cosa intendo con “non oltrepassare il limite”? Non eccitarti e non diventare violento, affinché la tua energia non vada dispersa.
Se osservi due persone mentre fanno l’amore, avrai la sensazione che stiano lottando. Se i bambini piccoli vedono qualche volta il padre e la madre mentre fanno l’amore, pensano che il padre stia uccidendo la madre. Sembra una cosa violenta, una lotta. Non è bello, sembra orribile.
Dev’essere qualcosa di più musicale e armonioso. I due partner devono essere uniti in una danza, senza lotta; come se stessero semplicemente cantando una melodia armoniosa e creassero un’atmosfera in cui entrambi possano dissolversi e diventare una cosa sola; a quel punto si rilassano. Questo è ciò che intende il tantra. Il tantra non è affatto sessuale: è la cosa meno sessuale e tuttavia ha molto a che vedere con il sesso. Non deve stupire se la natura rivela i suoi segreti attraverso questo rilassamento, questo lasciarsi andare. A quel punto cominci a essere consapevole di cosa stia accadendo e in quella consapevolezza molti segreti si rivelano alla tua mente.
Innanzitutto, il sesso darà più vita. Per come è ora, dà morte. Per suo tramite stai semplicemente morendo, sprecando te stesso, deteriorandoti. Secondo, diventa la più profonda meditazione naturale. I tuoi pensieri cessano completamente. Quando sei totalmente rilassato insieme alla tua amata, i tuoi pensieri cessano. La mente non c’è più; solo il tuo cuore pulsa. Diventa una meditazione naturale. E se l’amore non riesce ad aiutarti nella meditazione, nient’altro potrà esserti d’aiuto, perché tutto il resto è semplicemente superfluo, superficiale. Se l’amore non può aiutare, nulla può farlo!
L’amore ha la propria meditazione, ma tu non conosci l’amore; conosci solo il sesso e la sofferenza dello spreco di energia. Ecco perché, dopo aver fatto l’amore, ti senti depresso e decidi di prendere i voti di bramacharya, di vivere in castità. Ma questo voto viene preso in un momento di depressione, rabbia e sconforto, quindi non può essere d’aiuto.
Una vocazione può essere utile solo se matura in un atteggiamento molto rilassato e profondamente meditativo. Altrimenti stai semplicemente mostrando la tua rabbia, la tua frustrazione e nient’altro: la tua vocazione se ne andrà in ventiquattr’ore. L’energia tornerà di nuovo e come d’abitudine dovrai scaricarla.
Il tantra dice che il sesso è molto profondo poiché è vita, ma tu puoi essere interessato al tantra per i motivi sbagliati. Non interessartene per i motivi sbagliati, sentirai così che non è pericoloso. Allora il tantra trasforma l’esistenza.
Alcuni metodi tantrici sono stati usati anche dallo yoga, ma con atteggiamento conflittuale. Il tantra usa gli stessi metodi, ma con atteggiamento pieno d’amore e questo fa una grande differenza. La stessa qualità delle tecniche cambia. Le tecniche diventano differenti perché tutto lo sfondo cambia.
Inoltre mi è stato chiesto: “Qual è il contenuto centrale del tantra?’’. La risposta sei tu! Tu sei il contenuto centrale del tantra, per ciò che sei in questo istante e per ciò che, nascosto dentro di te, può crescere; per ciò che sei e per ciò che puoi essere. Ora come ora sei un essere sessuale e se non lo comprendi a fondo, non potrai diventare spirito. Sessualità e spiritualità sono due estremi di un’unica energia.
Il tantra comincia da te per ciò che sei, lo yoga da ciò che è il tuo potenziale. Lo yoga comincia dalla fine, il tantra dall’inizio. È sempre bene cominciare dall’inizio, perché se la fine diventa l’inizio, ti crei inutilmente infelicità. Tu non sei la fine, l’ideale. Devi diventare un Dio, l’ideale, ma sei solo un animale. E questo animale impazzisce per colpa dell’ideale di Dio. È travolto dalla follia.
Il tantra dice di scordarti di Dio. Se sei l’animale, comprendi questo animale nella sua totalità. Proprio in quella comprensione Dio crescerà; se non riesce a crescere attraverso quella comprensione, scordatelo; non potrà mai venire alla luce. Gli ideali non possono far emergere le tue potenzialità; solo la conoscenza del reale può farlo. Dunque sei tu il contenuto centrale del tantra, per ciò che sei e per ciò che puoi diventare per la tua realtà attuale e per le tue potenzialità. Non esiste altro contenuto.
Qualche volta la gente si preoccupa. Se guardi a fondo nel tantra, in esso non si parla di Dio, né di Moksha o di Nirvana; dunque che religione è mai questa? Il tantra parla di cose che ti disgustano, di cui non vorresti parlare. Chi mai vuole parlare di sesso? Tutti pensano già di conoscerlo. Poiché sei in grado di procreare, pensi di conoscere già il sesso. Nessuno vuole parlarne, ma il sesso è il problema di tutti. Nessuno vuole parlare d’amore, perché tutti pensano già di essere dei grandi amatori. Ma prova a guardare la tua vita! È solo odio e nient’altro. Tutto ciò che chiami amore non è altro che un breve riposo, un attimo di rilassamento dell’odio. Guardati attorno e ti accorgerai cosa sai realmente dell’amore.

OSHO – The Book of Secrets vol.II ©1975