I Condizionamenti Bloccano la Tua Manifestazione

Una delle situazioni che minaccia maggiormente le tue credenze manifestanti è il condizionamento che permea dentro al tuo sistema energetico dall’esterno.
Lasci che ti attacchi permettendogli di agire e impedendoti di manifestare la tua credenza positiva. Questa dinamica spesso accade inconsciamente. Come tutte le forme energetiche non ci sono credenze positive o negative, la definisco positiva solamente per rendere più semplice il concetto: è una credenza che hai sviluppato sentendo, sperimentando e coltivando le tue risorse profonde. Queste risorse, come ad esempio i talenti, rappresentano la tua verità interiore e la tua natura; ed è proprio costruendo le tue credenze da queste fonti che puoi dar vita a una potente azione manifestante di te stesso nel mondo.

Le credenze sono forme energetiche del 5° corpo e quando sono coerenti con la tua natura hanno la caratteristica di alimentarlo e potenziarlo: il 5° corpo è il chakra responsabile della manifestazione. Tutto ciò che manifesti nell’esistenza dipende dalla qualità del 5° chakra. Avrai spesso sentito dire la famosa frase: “Ci devi credere”, questa frase è vera quando il “credere” arriva dal 5° corpo, non è un “credere” dal mentale, è più profondo. Ed è proprio quando la credenza è connessa a un talento che diventa un potere straordinario, perché è alimentata da una potente sorgente inesauribile e unica dentro di te.

Se permetti che qualcuno ti condizioni, magari ascoltandolo perché ti fidi di quella persona, ecco che inizi ad accogliere la nuova credenza dentro di te, e se non è compatibile con i tuoi talenti andrai a bloccarne la loro manifestazione, a reprimerli, creando disequilibrio in tutto il sistema con le conseguenze più comuni: frustrazione, insoddisfazione, rabbia, sovraccarico emozionale, tensioni nel corpo e via dicendo. Oltre al fatto che sarai bloccata nel manifestare le tue capacità nella vita.
Questo spesso accade quando la tua credenza interiore e naturale non si è ancora strutturata o non lo è completamente, infatti il condizionamento opera in modo determinante soprattutto nella fase dell’infanzia.

Siamo esseri unici e tutti noi abbiamo il nostro potere manifestante innato che agisce sempre e naturalmente, sta in te imparare a non ostacolarlo, riconoscendolo e dandogli spazio nella sua espressione 💚

RICONOSCI L’ENERGIA DEGLI ALTRI

Cosa succede alla nostra energia quando ci troviamo in presenza con altre persone? Il nostro campo aurico nella sua totalità dei 7 corpi sottili, ha un’ampiezza di diversi metri, molto variabile a seconda del momento e della persona, ma generalmente si propaga per un raggio di circa 6-7 metri dal centro del nostro corpo fisico. Inutile dire che quando ci avviciniamo a una persona, anche solo di circa una decina di metri, i nostri corpi sottili entrano in contatto fra loro creando una nuova dimensione energetica e inizia ad aprirsi una infinita miriade di possibilità alchemiche.

I nostri corpi sottili, sostenuti dai chakra al loro rispettivo centro, sono la parte non visibile della nostra individualità, tutto quello che non vediamo ad occhio nudo, ciò che sta aldilà del corpo fisico materiale. Ciò che gli occidentali intendono nella definizione della parola “psiche” è materiale energetico che costituisce il nostro campo aurico, come pensieri, emozioni, intuizioni, sensazioni, essenziali energetici come l’amore, il coraggio e tantissimi altri. È un mix che definisce la nostra individualità unica così come i nostri disequilibri, condizionamenti, credenze e forme disturbanti. Materiale non visibile, alcuni lo chiamano energia sottile, altri lo chiamano corpi elettromagnetici, ma non ha importanza il nome.

Quando entra in contatto con il campo aurico di un altro individuo accadono delle interazioni governate dalle intelligenze dei diversi livelli di coscienza, dei chakra che strutturano i campi aurici, i quali agiscono come delle forme viventi secondo la loro natura aldilà della nostra coscienza mentale. Spesso iniziamo a sentire che cambia qualcosa, potrebbero arrivare sensazioni, stimolazioni, cambiamenti della nostra energia, sinergie positive ma a volte può succedere il contrario: emozioni di tipo negativo, chiusure oppure sensazioni che qualcosa in noi non fluisce o addirittura ci ostacola.

Tutto questo si amplifica ulteriormente se ci troviamo in uno spazio con tante persone, un mix che solo attraverso il nostro sentire possiamo comprendere se è buono e sano per noi mantenere quello spazio usandolo a nostro beneficio, oppure abbandonarlo. Più difficile diventa quando sentiamo che non è sano ma la situazione ci impone di stare lì, non possiamo fare altrimenti. Ecco che si presenta una nuova opportunità, quella di imparare a gestire la nostra energia sperimentando un movimento che ci permetta di trasformare un disequilibrio che sta generandosi in noi. Lo spazio della meditazione può aprirsi: se ci lasciamo guidare dal sentire per attivare il nostro movimento, abbandonando il mentale, arriveranno delle risposte dalla nostra intelligenza più profonda e avremo la possibilità di osservare un nuovo spazio di consapevolezza.

Spesso non è facile, ma facendo attenzione e provandoci, di volta in volta avrai la possibilità di vedere sempre un pò di più, allora è meditazione, la trasformazione può accadere 💚

LA DANZA AUMENTA IL TUO POTERE

Le attività, in generale, permettono di muovere ed aumentare la nostra energia, perché? È molto semplice: un’attività ha bisogno di energia affinché si manifesti, quindi il nostro sistema deve fornirla. Si attiva un meccanismo energetico governato dall’intelligenza del nostro sistema che inizia a rendere disponibile l’energia necessaria richiesta per quell’attività specifica. Tutti i nostri livelli di coscienza si attivano e collaborano per fornire il tipo di energia che serve in quel dato momento.
Nell’attività fisica, ad esempio, la frequenza maggiormente richiesta è quella del primo chakra che è il livello di coscienza relativo al corpo fisico, non solo, ma in questo caso è il motore che alimenta e permette di utilizzare il corpo fisico.
Anche nella danza il 1°chakra è fondamentale, se non ci fosse questo tipo di energia sarebbe impossibile muoversi. La danza però ha delle qualità molto speciali, è una sorprendente alchimia che ha il potenziale di attivare moltissimo la nostra energia individuale. Oltre al 1° chakra, è critico e fondamentale il ruolo del 3° chakra: abbiamo bisogno di lui se vogliamo esprimerci, allora i movimenti del nostro corpo saranno collegati alla nostra qualità di espressione personale, cioè chi siamo. Permettendo il fluire del 3° corpo arriveranno anche altre magie: il 3° chakra è responsabile della manifestazione del nostro potere, uno dei suoi compiti è quello di esprimere il nostro potere personale. Sentirci più integri, più fiduciosi in noi stessi, più affermativi nella nostra direzione (che sono essenziali del 3° chakra) fa si che l’energia aumenti ulteriormente e la nostra danza diventi sempre più totale. E più la danza è totale, più l’energia fluisce: si attiva una potente sinergia e tuti i chakra ne sono coinvolti.
La musica è il mezzo che ci facilita tutto ciò, la parte ritmica lavora soprattutto sul primo corpo, mentre la melodia va a stimolare maggiormente il terzo e il secondo chakra. Ecco perché iniziano ad arrivare diverse emozioni: il secondo corpo inizia a vibrare maggiormente e le emozioni in esso contenute si sciolgono.
E se ci canti sopra diventi un capolavoro 😜
Tutto ciò succede se tu sei presente, se tu sei partecipativo. La danza è una via fenomenale e molto potente per aumentare la tua energia e per sostenere il tuo processo di crescita e trasformazione.
Danza come meditazione 💚

Convincere gli Uomini

La “creatività” viene considerata un essenziale energetico femminile. Ciò non significa che appartiene solo alle femmine e i maschi non ne sono dotati, è un essenziale che è presente anche nelle persone di genere maschile ma la sua qualità è di tipo femminile. Gli essenziali possono essere categorizzati in diversi modi, una di queste modalità è la suddivisione in essenziali maschili ed essenziali femminili. Si tratta di una suddivisione archetipica del tipo di energia che stiamo prendendo in considerazione. Un esempio comune è la “luna” che porta un’energia femminile, al contrario il “sole” è caratterizzato da un’energia maschile. La “direzione” è un essenziale maschile, mentre “l’accoglienza” è femminile, e così via. Ci sono anche delle ragioni tecniche riguardanti la metafisica dei corpi sottili e dei loro contenuti per spiegarlo.

Nello specifico della “creatività” stiamo parlando di uno degli essenziali che appartiene al 5° corpo sottile, 5° chakra. Dal momento che gli essenziali vivono e sono localizzati verso il centro del corpo energetico, vicino al chakra, nei momenti della nostra vita che ci muoviamo sulla parte esterna di quel corpo sottile, ci sarà impossibile contattarne gli essenziali relativi. Riguardo al 5° chakra è importante avere un atteggiamento rilassato e in fiducia, che sopraggiungono con l’apertura del cuore, l’essere amorevole e accogliente. A quel punto si apre l’energia per contattare l’essenziale della creatività che diventa disponibile per dare una risposta creativa simultanea correlata al momento presente, spontanea e utile perché fornita da un’intelligenza molto più profonda rispetto allo strato più esterno collegato al mentale.
In genere questo approccio è più tipico del genere femminile, ecco perché viene definito un’essenziale di tipo femminile. Ma risiede naturalmente in tutti gli individui, anche i maschi

Respiro Dentro / Respiro Fuori

Il Natale è una buona opportunità per guarire ed armonizzare il tuo 2° chakra… perché?

Gli essenziali del 2° chakra sono anche responsabili della qualità delle relazioni individuali e da questi dipendono la simpatia, l’attrazione, l’armonia verso l’altro, etc… Quando stiamo vicini a una persona con la quale abbiamo una relazione intima o che le vogliamo bene, attraverso il 2° chakra fluisce l’energia che ci dà sostegno, ed è proprio attraverso questa frequenza che ci sentiamo bene e appagati a stare con l’altro: un’armonia di grande nutrimento e guarigione che si muove in entrambe le direzioni. Ma Il naturale movimento dei corpi sottili è come quello della maggior parte delle entità viventi in natura: è un movimento a onde che chiamiamo “respiro dentro” / “respiro fuori”. È una necessità metafisica, l’energia ha bisogno di circolare e rigenerarsi spostandosi prima verso una polarità e poi verso l’altra. Ecco perché dopo un certo periodo di tempo che siamo a stretto contatto con l’altro inizia ad arrivare una sensazione di pienezza, è il segnale che il chakra sta invertendo il circolo energetico: è arrivato il momento di staccarsi temporaneamente dall’altro. Se persistiamo stando vicino all’altro inizieremo a percepire la necessità di muoverci in uno spazio diverso, facendo magari un’altra attività o rimanendo soli, in caso contrario potrebbero iniziare ad arrivare sensazioni negative, noia, riluttanza, monotonia, frustrazione, etc… Se invece attiviamo il movimento di distacco verso un nuovo spazio, piano piano si invertirà nuovamente il respiro energetico e sarà sano e buono per noi ritornare dalla persona amata. Rispetta il respiro dentro e il respiro fuori del tuo secondo chakra: è la tua natura. Cogli l’occasione di farlo nei giorni di Natale dove spesso puoi stare vicino a persone care, ma fai attenzione a non persistere troppo. Stai a contatto con ciò che senti: il tuo 2° chakra ti darà i segnali che ti servono.

Impara da ciò che fai senza dimenticare i tuoi errori.

samsara bassorilievo

… e terzo: l’uomo continua a dimenticare; non abbiamo memoria, non ricordiamo nulla. Ieri eri arrabbiato, poi te ne sei pentito e ora hai dimenticato. Ma alla prossima occasione tornerai ad arrabbiarti, come è stato per tutta la tua vita. Ripeti sempre le stesse cose. Si dice che è rarissimo trovare qualcuno che impari dalla vita. In realtà, nessuno impara. Se tu imparassi, non potresti commettere lo stesso sbaglio due volte, invece ripeti sempre la stessa cosa. La verità è che più sbagli, più sei incline a sbagliare. Ogni volta ti arrabbi e ti penti, e non hai ancora imparato nulla. Se si presenta l’occasione, ti arrabbi, dai fuori di testa e da ultimo ti penti: fa parte del gioco. Dopodiché sarai di nuovo pronto a cogliere l’occasione per arrabbiarti un’altra volta.

La terza raccomandazione è questa: se vuoi andare dentro di te, devi imparare. Impara da tutto ciò che fai, ricavane l’essenziale. Prova a vedere cos’hai fatto finora della tua vita, della tua energia, del tuo tempo: gli stessi sbagli, le stesse stupidaggini, le stesse assurdità… continuamente!
Ti stai muovendo in cerchio, è una ruota che continua a girare; o, piuttosto è la ruota che muove te; giri e rigiri in modo automatico.

Ecco perché in India chiamiamo il mondo samsara. Samsara indica la ruota che continua a girare, insieme a te che ti aggrappi a uno dei suoi raggi. Se non cominci a imparare qualcosa di questa ruota, di questo circolo vizioso, il samsara, non abbandonerai mai la presa su quel raggio, per uscire da quel solco.

Dunque le parole chiave sono tre; “morte”: fanne un oggetto costante di contemplazione; “senso”: ricercalo continuamente nella tua vita; “apprendimento”: impara dalla tua vita, perché non esiste altro modo; le Scritture non ti daranno alcuna comprensione. Se la tua vita non ti insegna alcunché, null’altro ti potrà mai insegnare nulla. Impara dalla tua vita, traine un insegnamento: cos’hai fatto finora di te stesso? Se sei in una ruota, saltane fuori. Ma per sapere che sei in una ruota, sono necessari una comprensione e un apprendimento profondi. Queste tre cose ti aiuteranno ad andare dentro di te.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

Sei seduto su un vulcano

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La persona che lotta contro il suo sesso, la sua rabbia, la sua avidità, contro l’animale, cosa farà? Reprimerà. Lottare è reprimere. Spingerà nel proprio intimo la rabbia, la gelosia, il sesso, l’odio, l’avidità. Spingerà tutto dentro di sé, da qualche parte, nel proprio sottosuolo, creando in superficie una struttura falsa.

Sarà una struttura falsa perché le energie che possono renderla reale non sono state trasformate. La struttura è falsa. Le vere energie sono state represse nel sottosuolo e là continueranno a lavorare; possono esplodere in qualsiasi momento.

Sei seduto su un vulcano, e il vulcano tenta in continuazione di eruttare. Se lo fa, la tua struttura cadrà a pezzi.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

La mente si arresta quando non sa cosa fare.

L’attività può essere praticata, l’inattività no. Se la pratichi, diventa semplicemente un’altra attività: puoi essere inattivo solo all’improvviso. Può accadere mentre si guida: ti accorgi improvvisamente che un’altra automobile si sta avvicinando alla tua e in breve avverrà un incidente. All’improvviso la mente si arresta, smetti di respirare, tutto si ferma: è frequentissimo che in incidenti del genere si venga ributtati al centro. Ma anche in un incidente potresti non cogliere l’occasione.
Una volta feci un incidente in macchina davvero spettacolare. Viaggiavano con me tre persone che, però, si lasciarono sfuggire completamente questa occasione! Avrebbe potuto essere una rivoluzione per la loro vita, ma persero questa opportunità. L’automobile era precipitata da un ponte e si era ribaltata nel letto di un fiume in secca. Era completamente capovolta e le tre persone che erano a bordo con me cominciarono a piangere e a urlare.
La donna che si trovava proprio dietro di me, gridava: “Sono morta! Sono morta!”. Le dissi: “Se fossi morta, non potresti parlare così”. Ma lei stava tremando e urlava: “Sono morta! Cosa accadrà ai miei bambini!”. Anche dopo che la tirammo fuori dalla vettura continuava a tremare e a ripetere: “Cosa accadrà ai miei bambini! Sono morta!”. Le ci volle almeno mezz’ora per calmarsi.
Quella donna perse quell’opportunità. Era una situazione ideale: improvvisamente avrebbe potuto fermare tutto. E nulla poteva essere fatto: con l’automobile che stava precipitando dal ponte, l’attività di quella donna non era affatto necessaria. Non si poteva fare nulla! Tuttavia la mente può sempre dar vita a un’attività. Lei rivolse il suo pensiero ai bambini e cominciò a gridare: “Sono morta!”. Perse un momento delicato, impercettibile.
In situazioni pericolose la mente si arresta automaticamente. Come mai? Perché la mente è un meccanismo che può lavorare solo in situazioni a cui è abituata, ripetendo ciò che è stata addestrata a fare.
Non puoi allenare la tua mente agli incidenti, altrimenti non sarebbero chiamati incidenti. Se tu fossi pronto, se avessi fatto delle prove, non sarebbero incidenti. “Incidente” significa che la mente non sa come reagire, non è pronta ad affrontare ciò che accade. È un evento improvviso, spunta dall’ignoto. La mente non può fare nulla, non è pronta, non è allenata per affrontare ciò che accade. È costretta a fermarsi, a meno che tu non cominci a fare qualcos’altro per cui sia stata allenata.
La donna che urlava, pensando ai suoi bambini, non era affatto attenta a ciò che stava accadendo, anzi non era nemmeno consapevole di essere viva. Il fuoco della sua consapevolezza non era indirizzato al momento presente. Si era allontanata dalla situazione, dalla morte e da qualsiasi altra cosa per fissarsi sui suoi bambini: era fuggita. Per ciò che riguardava la sua attenzione, era completamente fuggita dalla situazione che stava vivendo. In tale situazione, non si poteva fare nulla, si poteva solo essere consapevoli, qualunque cosa stesse avvenendo. Si poteva solo essere consapevoli! Per ciò che riguarda il momento presente, cosa puoi fare in un incidente? È oltre le tue possibilità e la mente non sa cosa fare. E se la mente non può funzionare, si ferma. Ecco perché i pericoli esercitano un’attrazione segreta, intima: sono momenti di meditazione. Se corri in automobile a più di centoquaranta chilometri all’ora, poi superi i centosessanta, fino ad arrivare ai centottanta, c’è un punto in cui tutto può succedere e tu non puoi fare più nulla: la vettura è fuori da ogni controllo e all’improvviso la mente non funziona più, perché non è preparata a ciò che sta accadendo. Questo è il brivido della velocità: un silenzio fa breccia e tu vieni ributtato al centro.

OSHO – International copyright by Osho International Foundation

Stai Continuando a Vivere Nella Stanza della Tua Mente

mare cielo azzurro

…questo è il motivo per cui, in un mondo in perenne cambiamento, la gente diventa sradicata; la vita è preda dell’ansia, dell’angoscia. Non era così nelle epoche passate. L’uomo era più silenzioso, o almeno dava questa impressione perché tutto intorno a lui era fermo, statico, e non sorgevano grandi conflitti nella sua mente. Adesso tutto cambia velocemente, e la mente non riesce a tenere il passo. La mente si afferra al passato e tutto cambia a ogni istante.
Ecco perché esiste tanta ansia in Occidente, in Oriente meno. È strano, visto che l’Oriente deve affrontare problemi più essenziali. Mancano cibo, case, vestiti. La gente muore di fame, ma è meno preoccupata degli occidentali. L’Occidente è ricco, scientificamente sviluppato, tecnologicamente più progredito, perché dunque tanta ansia? Perché la tecnologia imprime alla vita cambiamenti così veloci che la mente non riesce a stare al passo. Prima che ti sia adattato a una cosa nuova, è già diventata vecchia ed è stata sostituita.
Di nuovo una frattura! La vita forza nuove situazioni e la mente prova sempre a reagire con i vecchi condizionamenti. Quella frattura continua a crescere. Più grande sarà, maggiore sarà l’angoscia. La mente è conformista, la vita no.
Queste sono le tre ragioni per cui la mente stessa è la malattia. Dunque, che fare? Se si dovesse curare la mente, esisterebbero metodi facili. Uno è la psicoanalisi. Può durare molto tempo e non aver successo, ma non è difficile. Viceversa, la trascendenza della mente è difficile, ardua, perché devi abbandonare completamente la mente. Devi mettere le ali e andare oltre, lasciando la mente così com’è, senza toccarla.
Ad esempio, questa stanza è calda. Posso fare due cose: azionare l’aria condizionata… in questo caso però devo vivere nella stanza e continuare a intervenire con accorgimenti che la mantengano fresca, ma ogni accorgimento andrebbe controllato, creando nuove ansie e nuovi problemi.
Oppure esiste un’altra possibilità: lasciare la stanza e uscire.
Questa è la differenza. L’Occidente continua a vivere nella stanza della mente, cercando di accomodarla, facendo aggiustamenti, in modo che vivere nella mente diventi almeno normale. Forse non è una vita estatica, ma è sempre meno infelice. Potrebbe non raggiungere una vetta, un culmine di felicità, ma si è salvi dal dolore: la sofferenza diminuisce sempre più.
Freud ha detto che non c’è alcuna possibilità per l’uomo di essere felice. Al massimo, puoi adattare la mente in modo da essere normale, meno infelice degli altri; questo è tutto. Ma questa è autentica disperazione. Eppure Freud è un pensatore autentico e genuino, la sua intuizione per certi aspetti è giusta, poiché non poteva vedere oltre la mente.
Ecco perché in Oriente non si è davvero sviluppata alcuna psicologia paragonabile a quella creata da Freud, Jung o Adler. E questo è strano perché l’Oriente parla della mente da almeno cinquemila anni.
Con cinquemila anni di discorsi sulla mente, la meditazione, l’andare al di là, come mai l’Oriente non è riuscito a creare la psicologia? La psicologia si è sviluppata molto recentemente in Occidente. Perché l’Oriente non è riuscito a fare altrettanto? Abbiamo avuto il Buddha che ha parlato dei livelli più profondi della mente. Ha parlato del conscio, del subconscio, dell’inconscio. Deve aver saputo. Ma perché non ha sviluppato delle psicologie sul conscio, il subconscio e l’inconscio?
La ragione è questa: l’Oriente non si è interessato alla stanza. Parla della stanza solo quanto occorre per trascenderla, per uscirne. Noi ci siamo interessati della stanza solo per trovare la porta, non per altro. Non siamo interessati ai dettagli della stanza, non abbiamo intenzione di viverci. Quindi l’unico interesse è stato sapere dov’è la porta e come uscirne. Abbiamo parlato della stanza solo per individuare la porta, così da sapere come aprirla e uscire. Questo è stato tutto il nostro interesse. Ecco perché la psicologia non ha potuto svilupparsi in India. Se questa stanza non ti interessa, non ne farai una cartina, non misurerai tutti i muri e ogni centimetro di spazio. Queste cose non ti interessano. Ti interessa solo sapere dov’è la porta, dov’è la finestra, in modo da poterne saltare fuori. E quando ne sei fuori ti dimenticherai completamente della stanza, perché a quel punto sei sotto il cielo infinito. Non ricorderai nemmeno che vivevi in una caverna, mentre fuori c’era il cielo sconfinato, dove avresti potuto uscire in ogni momento. Ti dimenticherai completamente della stanza. Se riesci ad andare oltre la mente, cosa accade? La mente resta la stessa. Non operi alcun cambiamento nella mente, ma vai oltre essa e tutto cambia.
A quel punto se ne hai bisogno puoi ritornare nella stanza, ma sarai una persona diversa. Uscire e rientrare ti avrà reso qualitativamente differente. Un uomo che ha vissuto in una stanza e non ha conosciuto cosa ci sia all’esterno non è realmente un uomo: vive come uno scarafaggio, come un insetto. Quando si sposta all’esterno, sotto il cielo sconfinato, il sole, le nuvole e lo spazio infinito, diventa subito diverso. Questo impatto con l’infinito lo rende per la prima volta un uomo, un essere consapevole.
Ora può anche fare ritorno alla stanza, ma sarà cambiato. Adesso la stanza è solo un oggetto da usare, nulla più. Non è più una prigione, è possibile uscirne in ogni momento. Ora è semplicemente qualcosa di utile, di funzionale. Prima vi era imprigionato, ora no. Adesso è un padrone e sa che fuori c’è il cielo: l’infinito lo sta aspettando. E adesso anche questa stanza è parte di quell’infinito, questo suo piccolo, angusto cielo, racchiuso nella stanza, è lo stesso cielo che si trova là fuori.
L’uomo può tornare a vivere nella stanza, a usarla, ma non vi è più imprigionato. Si tratta di un cambiamento a livello qualitativo.
L’Oriente ha un unico interesse: come trascendere la mente, per poi tornare a usarla. Il messaggio è: non essere identificato con la mente. Infatti tutte le tecniche di meditazione mirano solo a trovare la porta, a usare la chiave per aprirla e uscire.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

Tu Sei il Centro, Non la Circonferenza

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La vita ha due polarità: l’essere e il fare.
L’essere è la tua natura: è sempre con te, non devi fare nulla per averlo. È qualcosa che esiste già, che sei fin da ora; non è qualcosa che possiedi. Non esiste nessuna distanza: sei già il tuo essere. Il fare è una conquista. Ciò che fai non esiste ancora: se fai qualcosa, accade, se non la fai, non accade. E tutto ciò che ancora non è, non è il tuo essere. Per vivere, per sopravvivere, devi fare molte cose, che finiscono a poco a poco con l’ostacolare la conoscenza del tuo essere. L’attività è la circonferenza, dove vivi e senza la quale non puoi vivere, ma non è il centro: tu non sei la circonferenza. L’avere è il risultato del fare: tutto ciò che hai è il risultato di azioni. Ma, beni e azioni alla fine soffocano e nascondono il centro.
La prima cosa da capire prima di addentrarci in queste tecniche è che tutto ciò che hai e che fai o puoi fare non è il tuo essere: l’essere precede ogni azione e ogni possesso. Ma la mente è sempre ossessionata dal fare e dall’avere, e l’essere è al di là della mente, o al di sotto di essa. Come raggiungere il centro è sempre stato l’obiettivo della ricerca religiosa e di tutti coloro che aspirano a conoscere la propria realtà essenziale, il nucleo, il fondamento del proprio essere. Per capire questi sutra, devi comprendere a fondo la distinzione tra centro e circonferenza.
Perciò fai attenzione: tutto ciò che puoi avere, come i soldi, la fama o il sapere, non sei tu: è qualcosa che hai, sono tue proprietà, e quindi altro da te. Inoltre, tutto ciò che fai non è il tuo essere, perché puoi farlo oppure no. Ad esempio, puoi ridere o non ridere, correre o non correre, ma tu esisti indiscutibilmente: non puoi scegliere di essere, perché sei già.
L’azione è una scelta. Puoi scegliere di farla o di non farla, puoi diventare un santo o un ladro. Ma essere santo o ladro sono entrambe azioni, è una scelta che si può sempre cambiare: il santo può diventare ladro e il ladro santo. L’essere non è queste cose: l’essere viene prima dell’essere santo o ladro.
Ogni volta che devi fare qualcosa, devi essere già, altrimenti non potresti farla. Chi sarebbe infatti a correre, ridere, rubare o diventare santo? L’essere deve precedere ogni attività. L’attività può essere scelta, l’essere no. L’essere è colui che sceglie, non la cosa scelta, e non si può scegliere colui che sceglie: esiste già, non puoi farci nulla. Ricorda: l’avere e il fare stanno a te come una circonferenza sta al centro. Ma tu sei il centro.
Questo centro è il Sé, o l’Atman, o qualsiasi altro nome si voglia. Questo centro è il punto più profondo dentro di te. Se non lo raggiungi, non lo conosci, non lo realizzi, non potrai conoscere la felicità eterna, l’immortale, il Divino. Come fare dunque a raggiungerlo?
Se questo centro non viene realizzato, si resterà nel dolore, nell’infelicità e nella sofferenza. La circonferenza è l’inferno e queste tecniche sono gli strumenti per accedere al centro.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation