Senza consapevolezza tu non sei

occhi chiari superfigo art photo

La consapevolezza ti fornisce una presenza interiore. Senza di essa, hai la sensazione di essere, ma in realtà non sei.
Qualcuno chiese al Buddha: “Voglio servire l’umanità. Dimmi come posso fare”. Il Buddha osservò profondamente e intimamente quell’uomo e con profonda compassione disse: “Ma dove sei tu? chi servirà l’umanità? Tu ancora non sei. Innanzitutto sii, e quando sarai non avrai bisogno di farmi domande simili. Quando sei, farai ciò che semplicemente ti accadrà: quello sarà degno di essere fatto”.
Gurdjieff osservò che tutti si presentavano con l’idea di essere già, di esistere. Qualcuno venne da lui a chiedergli: “Dentro di me sono pazzo. La mia mente è un tumulto continuo, in conflitto e in contraddizione perenne, per cui dimmi cosa posso fare per dissolvere questa mente e avere la pace mentale e la calma interiore”. Gurdjieff rispose: “Non pensare alla mente; con essa non puoi fare nulla. La prima cosa è essere presenti. Innanzitutto tu devi essere. A quel punto puoi fare qualcosa. Ora come ora tu non sei”.
Cosa vuol dire “tu non sei”? Vuol dire che sei un robot, una cosa meccanica che funziona in base a leggi meccaniche. Comincia a essere all’erta. Unisci la consapevolezza a tutto ciò che stai facendo e comincia dalle cose semplici.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
©1975 International copyright by Osho International Foundation

L’accettazione aumenta la tua energia

un bambino con l'espressione innocente, occhi azzurri maglietta verde

Il tantra dice di provare a comprendere questo lavorio della mente, ed è bene non lottare, è bene fluire per ciò che sei e accettarlo. Noi abbiamo paura perché, accettando, temiamo di non cambiare. Ma il tantra dice che l’accettazione è trascendenza. Hai già provato a lottare e non sei cambiato. Osserva tutta la tua vita; analizzala: se sei onesto scoprirai che non hai cambiato un solo pezzettino, nemmeno un millimetro. Ritorna alla tua infanzia. Analizza tutta la tua vita e, al di là di ciò che racconti e pensi, riconosci che la tua vita reale è rimasta la stessa. E non hai fatto che lottare, senza che accadesse nulla.
Ebbene, adesso prova il tantra. Il tantra dice di non lottare: nessuno cambia mai con la lotta. Accetta e non avrai più il problema di sapere cos’è l’indulgenza e cosa la repressione, cosa il bramacharya, cosa questo e quello. In questo caso non ci saranno più problemi! Qualsiasi cosa ci sia, l’accetti e fluisci con essa. Dissolvi la resistenza del tuo ego, ti rilassi nell’Esistenza e vai ovunque ti conduca. Se il destino dell’Esistenza è che tu sia un animale, allora, dice il tantra, sii un animale.
Cosa accadrà in questo modo, come accadrà? Il tantra dice che avviene una totale trasformazione, perché una volta che accetti, la divisione interiore si dissolve e diventi uno. A quel punto non sarai più diviso dentro di te — il santo che reprime l’animale e l’animale che scalcia di lato il santo continuamente — ma diventerai uno.
E questa unità dà energia. Tutta la tua energia è sprecata in conflitti e lotte interiori, mentre questa accettazione ti rende uno. Adesso non c’è un animale che vada condannato o un santo che vada apprezzato. Sei qualunque cosa tu sia. L’hai accettata, ti ci rilassi, per cui la tua energia diventa una. A quel punto sei un tutto, non diviso contro te stesso.
Questa integrità è una trasformazione alchemica. Questa integrità ti dà energia e non sprechi più la tua vita. Non esiste alcun conflitto interiore; sei a tuo agio dentro di te. Questa energia che conquisti evitando i conflitti si trasforma nella tua consapevolezza.
L’energia può muoversi in due dimensioni: se è diretta verso la lotta, la sprechi ogni giorno. Ma se la lotta non c’è ed essa si accumula, accade lo stesso fenomeno che si verifica quando riscaldi l’acqua fino a cento gradi: l’acqua diventa qualcos’altro, evapora; non è più un liquido, diventa un gas. Ma a 99 gradi la trasformazione non accade: sono necessari esattamente 100 gradi.
Lo stesso accade all’interno: stai sprecando la tua energia tutti i giorni, senza che il punto di ebollizione arrivi mai. Non può arrivare, perché l’energia non si accumula minimamente. Una volta che scompare il conflitto interiore, l’energia si accumula e ti senti sempre più forte.
Ma non l’ego: l’ego si sente più forte solo lottando. Quando non c’è lotta, l’ego diventa impotente. tu ti senti forte, ma quel “tu” è una cosa totalmente diversa. Non puoi conoscerlo, se non sei integro. L’ego esiste per frammenti e divisioni. Questo “tu”, il Sé — o ciò che noi chiamiamo l’Atman —esiste solo quando non ci sono più divisioni né conflitti interiori. “Atman” vuol dire il TUTTO e il “Sé” indica l’energia non divisa.
Quando questa energia non è divisa, si accumula sempre più. La produci ogni giorno. Dentro di te si produce energia vitale, ma tu la sprechi nella lotta. Questa energia arriva a un punto in cui si trasforma in consapevolezza; è automatico. Secondo il tantra è automatico. Una volta che sai come essere integro, diventerai sempre più consapevole e arriverà il giorno in cui tutta la tua energia sarà trasformata in consapevolezza.
Quando l’energia è trasformata in consapevolezza, accadono molte cose, perché a quel punto l’energia non può più dirigersi verso il sesso. Quando ha la possibilità di muoversi verso una dimensione più alta, non si muove verso il basso. La tua energia si dirige sempre verso la dimensione più bassa, perché per te non esiste nulla di più elevato. Inoltre tu non possiedi un livello di energia tale che possa innalzarsi, per cui essa si dirige sempre verso il sesso. A quel punto ti spaventi e crei l’ideale del bramacharya, diventando diviso e sprecando sempre più la tua energia: diventi sempre più debole.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
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Scopri l’animale che è dentro di te

bramire di un'orso polare sul ghiaccio

Non dividere te stesso, non andare contro te stesso, non dissociarti. L’animale che è dentro di te non è qualcosa di negativo; rappresenta un grosso potenziale: è il tuo passato ed è anche il tuo futuro, perché in esso è nascosto un grandissimo potenziale.

Scoprilo, sviluppalo, lascialo crescere e trascendilo, ma non lottare contro di esso: questo è uno degli insegnamenti fondamentali del tantra.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
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La realtà profonda e spirituale del sesso

Buddha Samantabhadra and dakini Samantabhadri in a Yab-yum pose

La sessualità è la fonte della vita, la fonte della creatività – è anche il tuo 1° e 2° chakra. La sessualità è il tuo rapporto con la Madre Terra, con la tua madre, con la tua parte divina, la tua parte femminile. Che sia per l’uomo o per la donna sei un corpo energetico e durante il rapporto sessuale vai a fondere la tua energia con quella del tuo partner.

Questo significa che tutti i problemi emotivi del tuo partner entreranno nel tuo campo energetico. Quello che devi sapere è che quando un uomo eiacula in una donna, la sua energia rimane lì per quasi sei mesi. La donna porta dentro di sé quest’energia sessuale, ma si appropria anche di tutte le energie delle precedenti partner del maschio, quindi di tutte le cattive relazioni che egli potrebbe aver avuto nei mesi passati.

Lo stesso vale per l’uomo, che si prenderà tutte le energie negative degli ex partner della donna.

Questa è anche una delle cause principali delle malattie sessualmente trasmissibili – una miscela di energie creerà malattie. La secrezione bianca nelle donne è spesso legata alla pulizia energetica.

Lo scopo del tantrismo è quello di tessere legami ricchi e autentici tra tutte le parti del sé, tra le sue polarità, tra il fisico e lo spirituale, tra l’interno e l’esterno, tra due persone, tra il sé e i gruppi e il mondo, tra l’umano e il divino.

Il flusso di energia è verticale. La sessualità è la fonte, il cuore è il grande trasformatore e la coscienza è sia l’iniziatore che l’obiettivo della trasformazione. La sessualità assume allora una dimensione sacra.

Nell’unione sessuale, le energie dell’uomo e della donna si rigenerano a vicenda. Si crea un circolo di energia tra i due partner. L’energia emessa dal sesso dell’uomo penetra nella donna dove si innalzerà e darà forza ed espansione all’energia del suo cuore.

L’energia emessa dal cuore della donna passa nel cuore dell’uomo da dove scende e si riunisce all’energia primordiale del suo sesso, portandole una morbidezza, una sensibilità che prima non aveva.
In questa alchimia le energie del cuore e del sesso si uniscono e si integrano, creando una nuova unità, arricchita dalle qualità di entrambi. I partner diventano un cerchio dinamico di yin e yang, si incontrano, si fondono l’uno nell’altro. Questo è anche conosciuto come il risveglio della Kundalini.

Sviluppato in un clima di rispetto, integrità e rigore, la fiducia si instaura, il corpo si rilassa, il cuore si apre, la mente diventa più chiara, la coscienza sboccia.

Abbandona l’idea di performance e smetti di nutrire l’ego ma il cuore.

Molte coppie sono alla ricerca della destinazione finale di un viaggio sessuale che sarà l’orgasmo. Così sia l’uomo che la donna vogliono raggiungere al più presto questo piacere, dimenticando completamente che non è l’arrivo che conta, ma la strada intrapresa – in altre parole, il viaggio verso l’orgasmo.

Molte persone cercano quindi di nutrire il loro ego o la loro autostima pensando di portare l’orgasmo al proprio partner, senza sapere che se si prendessero il loro tempo, l’orgasmo sarebbe presente per tutto il viaggio, come nel tantra, con carezze, sguardi, baci, e molto altro…

Per me è chiaro che quando le coppie affrontano i rapporti sessuali in un modo più tranquillo assaporando e assaggiando ogni momento lentamente, nella coscienza, sperimentano più sensibilità, più sensualità e più soddisfazione.
Questo è ciò che ho provato dopo ogni atto sessuale con la mia Londinese. Abbiamo provato la sensazione di essere nutriti dall’amore in profondità, reinvestiti con la nostra forza di coppia e reinvestiti con la nostra forza di individui. Sdraiati uno contro l’altro potevamo stare lì per ore a guardarci negli occhi senza parlare, e questo ci bastava per capirci.

Essere presenti

L’amore si fa qui e ora… nel momento presente, con una coscienza presente. Quindi lascia da parte i tuoi pensieri, il tuo capo, il tuo lavoro, il telefono…

L’amore è l’unica cosa che ti collega al momento presente, al qui e ora. Il tempo si ferma, si entra davvero in un’altra dimensione.

Godetevi appieno questo momento e dedicatelo al vostro partner. Sii presente nei tuoi gesti, nelle tue carezze, nelle tue parole. Proverete molto più piacere di quanto possiate immaginare!

Ascolta il suo corpo, il tuo corpo, collega il tuo cuore al suo, la donna selvaggia è una donna spirituale, ha bisogno di questo guerriero pacifico, questo guerriero spirituale.

Prendetevi il vostro tempo – Il sesso lento

Il sesso lento è un concetto che è venuto, come al solito, dagli Stati Uniti. Un sociologo italiano sostiene questo movimento

Benjamin TORRE

Source: http://www.ben-lifechanger.com/

Arrendersi

Ma non chiedermi cosa puoi fare per arrenderti: non puoi fare nulla. Oppure, puoi fare una cosa sola: essere consapevole di cosa realmente guadagni tramite l’azione: siine consapevole! Pensi di aver “guadagnato molto”: hai guadagnato molta infelicità, molte angosce e molti incubi. Hai “guadagnato”! Questo è ciò che hai guadagnato attraverso il tuo sforzo, questo è ciò che l’ego può guadagnare. Sii consapevole dell’infelicità che hai creato in modo positivo, attivo, senza arrenderti. Sii consapevole di tutto ciò che hai fatto alla tua vita e questa consapevolezza ti aiuterà un giorno a buttare via tutto e ad arrenderti. Servirà a ricordarti che verrai trasformato non dall’arrenderti a un Guru particolare, ma dalla resa in sé.
Dunque, il Guru è irrilevante; non è la cosa fondamentale. La gente continua a venire da me, chiedendomi: “Voglio arrendermi, ma a chi?”. Non è questo il punto. Non è questione di “a chi”. È la resa in sé che aiuta, non la persona a cui ti sei arreso. Egli potrebbe non esistere nemmeno o non essere un autentico Illuminato. Potrebbe non essere altro che un impostore, ma non è questo il punto; non ha importanza! Ti sei arreso: questo aiuta, perché ora sei vulnerabile, aperto, sei diventato femminile. Hai perso l’ego maschile e sei diventato un grembo femminile.
La persona a cui ti sei arreso potrebbe essere un impostore o non esistere affatto, ma non è questo il punto! Ora che ti sei arreso, qualcosa può succederti. E molte volte è successo che anche con un falso maestro i discepoli si illuminassero. Questo forse ti sorprenderà: i discepoli si sono illuminati anche con un falso maestro!
Si racconta che Milarepa si fosse arreso a un insegnante. Egli era un uomo di fede, estremamente fiducioso. Per cui quando l’insegnante gli disse: “Dovrai arrenderti a me, solo allora potrò aiutarti”, egli rispose: “Va bene, mi arrendo”. Ma i vecchi seguaci di quel maestro erano invidiosi di Milarepa perché era un tipo d’uomo assolutamente diverso. Era un’autentica forza magnetica e avevano paura che, se fosse rimasto lì, sarebbe diventato il capo dei discepoli e quindi il successivo Guru. Per cui dissero al loro insegnante: “Quest’uomo non sembra sincero, quindi prima controlla se la sua resa è reale”.
Il maestro chiese: “Come dovremmo metterlo alla prova?”. Essi risposero: “Digli di saltare da questa collina”. E il maestro disse a Milarepa: “Se ti sei veramente arreso a me, salta da questa collina”. Egli non aspettò nemmeno di dire sì, ma saltò immediatamente. I discepoli pensarono che fosse morto e scesero. Impiegarono ore per arrivare a valle e lo trovarono semplicemente seduto sotto un albero a meditare, felice come non lo era mai stato.
A quel punto i discepoli sostennero che si era trattato semplicemente di una coincidenza fortuita. Anche il maestro era sorpreso. Com’era potuto accadere? Per cui chiese in privato a Milarepa: “Cos’hai fatto? Com’è stato possibile?”. Egli rispose: “Quando mi sono arreso, non ero più io che facevo qualcosa, sei stato tu a fare qualcosa”.
Il maestro sapeva benissimo di non aver fatto nulla, per cui ci riprovò. Mentre una casa bruciava, disse a Milarepa di entrare, sedersi e uscire solo quando tutta la casa fosse stata ridotta in cenere. Milarepa entrò e rimase lì per ore, finché la casa non fu altro che cenere. Quando gli altri entrarono, egli era semplicemente sepolto sotto la cenere, ma vivo ed estatico come non mai. Milarepa toccò i piedi del suo maestro dicendo: “Stai facendo miracoli”.
Allora il maestro disse: “È difficile credere che questa sia un’altra coincidenza”. Ma i seguaci risposero: “Non è altro che una coincidenza. Provaci ancora. Ci vogliono almeno tre prove”. Mentre attraversavano un villaggio, il maestro disse: “Milarepa, la barca non è ancora arrivata e il traghettatore non ha mantenuto la parola, per cui, va’, cammina sull’acqua fino all’altra sponda e dì al traghettatore di venire”. Milarepa andò e allora il maestro davvero pensò che fosse un miracolo. Raggiunse l’altra sponda e tornò indietro con il traghetto.
Il maestro chiese: “Milarepa, come fai?”. Egli rispose: “Mi affido semplicemente al tuo nome e poi agisco. È il tuo nome, maestro, che mi aiuta”. Allora il maestro pensò: “Se è il mio nome che può tanto…”. Provò anche lui a camminare sull’acqua, ma affogò e nessuno sentì mai più parlare di lui.
Com’è potuto succedere? Ciò che conta è la resa, non il maestro, non ciò a cui ti arrendi. La statua, il tempio, l’albero, la pietra, qualsiasi cosa va benissimo. Se ti arrendi, diventi vulnerabile all’Esistenza e l’intera Esistenza ti prende nelle sue braccia.
Forse questa storia è solo una parabola, ma il significato è questo: quando ti arrendi, l’intera Esistenza è dalla tua parte. Il fuoco, la collina, il fiume, la valle, nulla è contro di te perché tu non sei contro nulla. Non c’è più ostilità.
Se cadi da una collina e ti spezzi le ossa, quelle sono le ossa del tuo ego. Stavi facendo resistenza e non hai permesso alla valle di aiutarti. Stavi aiutando te stesso, ti ritenevi più saggio dell’Esistenza. Arrendersi vuol dire arrivare a capire che tutto ciò che fai è stupido e senza senso. E hai commesso tantissime stupidità per molte vite.
Affidati all’Esistenza. tu non puoi fare nulla! Devi comprendere che sei senza speranza, questa comprensione – sentire di essere assolutamente senza speranza – aiuterà la resa ad accadere.

OSHO – “The Book of The Secrets vol. II”
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Amore e Attaccamento

Terza domanda: “Hai detto che l’amore può rendere liberi. Ma in genere vediamo che l’amore diventa attaccamento e invece di liberarci, ci rende più schiavi. Puoi dirci qualcosa sull’attaccamento e la libertà?”.
L’amore diventa attaccamento quando non è amore. Era solo un gioco, un inganno. La realtà è l’attaccamento; l’amore esisteva solo come facciata. Quindi, ogni volta che ti innamori, presto o tardi scopri di essere diventato uno strumento e da ciò comincia tutta l’infelicità. Qual è il meccanismo? Perché accade?
Proprio pochi giorni fa è venuto da me un uomo che si sentiva molto in colpa. “Amavo tantissimo una donna,” disse, “il giorno in cui è morta piangevo e singhiozzavo, ma improvvisamente mi sono accorto che dentro di me avvertivo una libertà, come se mi fossi liberato di un peso. Ho provato una profonda sensazione di sollievo, come se fossi diventato libero”.
In quel momento era divenuto consapevole di un secondo livello del suo sentimento. All’esterno piangeva, singhiozzava e diceva: “Non posso vivere senza di lei. Sarà impossibile, la vita non sarà altro che una lenta morte”. Ma “in profondità,” ha detto “sapevo di sentirmi molto bene, finalmente libero”.
Poi, a un terzo livello cominciò a sentirsi cadavere, e che aveva iniziato a sentirsi molto in colpa. “Aiutami”, mi pregò, “cos’è successo alla mia mente? Ho tradito mia moglie così?”
Non è successo nulla; nessuno ha tradito. Quando l’amore diventa possesso, attaccamento, diventa un peso, una schiavitù. Ma perché l’amore diventa un attaccamento? La prima cosa da capire è che se l’amore diventa attaccamento, ti stavi solo illudendo che fosse amore. Stavi solo fingendo. In realtà, avevi bisogno dell’attaccamento. E se vai ancora più in profondità, scoprirai che avevi anche bisogno di diventare uno schiavo.
Esiste una sottile paura della libertà, per cui tutti vogliono essere schiavi. Tutti, naturalmente, parlano della libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero, perché quando sei davvero libero, sei solo. E solo se hai il coraggio di essere solo, puoi essere libero.
Ma nessuno ha il coraggio necessario per essere solo. Anche tu hai bisogno di qualcuno. Perché? Hai paura della tua solitudine. Ti annoi di te stesso. E, in realtà, quando sei solo nulla sembra avere veramente significato. Con qualcuno ti distrai, ti circondi di significati artificiali. Non potendo vivere per te stesso, cominci a vivere per qualcun altro. La stessa cosa vale per l’altro: lui o lei non possono vivere da soli, per cui si è alla ricerca di qualcuno. Quando due persone che hanno paura della loro solitudine si incontrano e cominciano a giocare all’amore, in profondità sono alla ricerca di attaccamento, prigionia, schiavitù.
E prima o poi tutti i desideri si avverano. Questa è una delle più grandi disgrazie a questo mondo. Qualunque cosa desideri si avvera, prima o poi l’ottieni e il gioco di facciata scompare. Esaurita la sua funzione, scompare. Quando siete diventati moglie e marito, schiavi l’uno dell’altra, l’amore scompare, poiché era solo un’illusione grazie alla quale due persone hanno potuto diventare schiave l’una dell’altra.
Non puoi chiedere direttamente di essere uno schiavo; è troppo umiliante. Né puoi dire direttamente a qualcuno: “Diventa mio schiavo”; si ribellerebbe. Non potendo dire: “Voglio essere tuo schiavo”, dici: “Non posso vivere senza di te”. Ma il significato è lo stesso. E quando il vero desiderio
è soddisfatto, l’amore scompare. Allora cominci ad accorgerti della schiavitù, delle catene e lotterai per liberarti.
Ricorda uno dei paradossi della mente: se non riesci a ottenere una cosa, la desideri fortemente; se la ottieni, te ne annoi. Quando sei solo, aneli a qualche tipo di schiavitù, e quando sei in schiavitù, aneli alla libertà. In realtà, solo gli schiavi anelano alla libertà, le persone libere tentano di nuovo di essere schiave. La mente oscilla sempre come un pendolo, si sposta da un estremo all’altro.
L’amore non si tramuta in attaccamento. L’attaccamento era il bisogno; l’amore era solo un’esca. Eri alla ricerca di un pesce chiamato “attaccamento”, per il quale l’amore era solo un’esca. Quando il pesce ha abboccato, l’esca viene gettata via. Ricordalo e ogni volta che fai qualcosa, va’ in profondità dentro te stesso alla ricerca della vera causa.
Se ci fosse amore vero, non si tramuterebbe mai in attaccamento. In che modo l’amore si trasforma in attaccamento? Nell’istante in cui dici al tuo amato: “Ama solo me” hai cominciato a possedere. E nell’istante in cui possiedi qualcuno, lo hai insultato profondamente, perché ne hai fatto una cosa, un oggetto. Se io ti possiedo, tu non sei più una persona, ma solo una voce sulla lista dei miei beni. Sei una cosa da usare e poiché sei solo una mia proprietà, non permetterò a nessun altro di usarti. È un contratto nel quale io sono posseduto da te e tu fai di me una cosa. E in base a questo contratto, nessun altro ora può usarti. Entrambi i partner si sentono legati e schiavizzati. Io faccio di te uno schiavo e in cambio tu fai di me uno schiavo.
Allora comincia il conflitto: io voglio essere una persona libera, e tuttavia voglio possederti; tu vuoi mantenere la tua libertà e tuttavia possedermi. Se ti possiedo, sarò posseduto da te. Se non voglio essere posseduto da te, non devo possederti.
Il possesso non dovrebbe mettersi in mezzo. Dobbiamo rimanere individui e muoverci come consapevolezze libere e indipendenti. È possibile incontrarsi e fondersi l’uno nell’altra, senza che nessuno eserciti alcun dominio, in questo modo non ci sarà schiavitù, né attaccamento.
L’attaccamento è una della cose più orribili. E dicendo così, non intendo solo da un punto di vista religioso, ma anche estetico. Quando sei attaccato, hai perso la tua solitudine, il tuo isolamento, hai perso tutto. Solo per sentirti bene, con qualcuno che ha bisogno di te e sta insieme a te, hai perso tutto, hai perso te stesso.
Ma il bello è che tu provi a essere indipendente e a possedere l’altro, mentre lui fa la stessa cosa con te. Quindi, se non vuoi essere posseduto, non possedere.
Gesù ha detto: “Non giudicate affinché non siate giudicati”. È la stessa cosa: “Non possedete affinché non siate posseduti”. Non fare di nessuno uno schiavo o diventerai uno schiavo.
I maestri, i cosiddetti maestri, sono schiavi dei propri schiavi. Non puoi diventare un Maestro senza diventare uno schiavo, è impossibile. Puoi essere un vero Maestro solo quando nessuno è tuo schiavo. Sembra paradossale, perché quando dico che puoi essere un Maestro solo quando nessuno è tuo schiavo, tu ribatterai: “Allora cosa vuol dire essere Maestri? Come posso essere un Maestro quando nessuno è mio schiavo?”. Ma io affermo che solo in quel caso sei un Maestro. In quel caso nessuno è tuo schiavo e nessuno proverà a renderti schiavo.
Amare la libertà, provare a essere liberi, significa fondamentalmente arrivare a una profonda comprensione di se stessi. Adesso sai che basti a te stesso. Puoi condividere con qualcuno, senza dipendere. Posso condividere me stesso con qualcuno. Io posso condividere il mio amore, la mia felicità, la mia estasi, il mio silenzio, ma si tratta di una condivisione, non di una dipendenza. Se non ci fosse nessuno, sarei altrettanto felice ed estatico. Se è presente qualcuno, va altrettanto bene, solo in questo caso posso condividere.
Solo quando realizzi la tua consapevolezza interiore, il tuo centro, l’amore non diventerà un attaccamento. Se non conosci il tuo centro interiore, l’amore diventerà attaccamento. Se lo conosci, diventerà devozione. Per amare devi prima esserci, ma tu non sei.
Il Buddha stava attraversando un villaggio. Un giovane gli si avvicinò e disse: “Insegnami una cosa: come posso servire gli altri?”. Il Buddha rise di lui e disse: “Prima sii. Dimenticati degli altri. Prima sii te stesso e poi ogni cosa seguirà”.
In questo momento tu non sei. Quando dici: “Quando amo qualcuno il mio amore diventa attaccamento” stai dicendo che non sei. È assente colui che fa, non c’è un punto interiore di consapevolezza, per cui tutto quello che fai va storto. Prima sii, dopo potrai condividere il tuo essere e quella condivisione sarà amore. Prima di allora, qualsiasi cosa tu faccia diventerà un attaccamento.
Infine: se stai lottando contro l’attaccamento, hai preso la strada sbagliata. Lottare è possibile: lo fanno tantissimi monaci, eremiti e sannyasin. Si sentono attaccati alle loro case, alle loro proprietà, alle loro mogli, ai loro bambini, e hanno la sensazione di essere in gabbia. Scappano, lasciando le loro case, le loro mogli, i loro bambini e le loro proprietà, si fanno mendicanti e fuggono verso una foresta, verso la solitudine. Ma va’ a osservarli: vedrai che si sono attaccati al loro nuovo ambiente.
Ero andato a trovare un amico eremita che viveva sotto un albero in una foresta molto fitta, in cui vivevano anche altri asceti. Un giorno arrivò un nuovo ricercatore, mentre il mio amico non c’era. Era andato al fiume a farsi un bagno, lasciando così il “suo” albero. Il nuovo sannyasin cominciò a meditare proprio sotto il suo albero.
Quando tornò dal fiume, lo cacciò via da quell’albero e disse: “Questo è il mio albero. Va’ a cercarne uno da un’altra parte. Nessuno può sedersi sotto il mio albero”. E quell’uomo aveva lasciato la casa, la moglie, i figli! Ora l’albero era diventato una proprietà, tanto che nessuno poteva meditare sotto il suo albero.
Non puoi fuggire così facilmente dall’attaccamento perché prenderà nuove forme. Ti illuderai, ma sarà presente. Quindi non lottare con l’attaccamento: prova semplicemente a capire perché esiste e riconoscine il motivo profondo. Poiché tu non sei, c’è attaccamento.
Al tuo interno, il Sé è tanto assente che provi ad aggrapparti a qualsiasi cosa, per sentirti al sicuro. Non avendo radici, provi a fare di qualsiasi cosa le tue radici. Quando sarai radicato nel tuo Sé, quando saprai chi sei, cosa sono questo essere e questa consapevolezza dentro di te, allora non ti aggrapperai a nessuno.
Questo non significa che non amerai. Anzi, solo in quel caso potrai amare, perché solo in quel caso potrai condividere senza condizioni né aspettative. Condividi semplicemente, perché hai in abbondanza — hai così tanto che stai straripando.
Questo straripamento di se stessi è amore. E quando questo straripamento diventa un’ondata travolgente capace di colmare l’intero universo, quando il tuo amore tocca le stelle, quando la terra si appaga nel tuo amore e in esso tutto l’universo si bagna, a quel punto l’amore è devozione.

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L’amore ti spaventa perché reprimi il sesso

L’amore ti spaventa perché reprimi il sesso. Una persona che avrà represso il sesso avrà sempre paura dell’amore, perché il sesso segue sempre l’amore. L’amore è l’anima e il sesso il corpo: non si può accettare l’amore, perché il sesso verrebbe subito dopo; è proprio dietro l’angolo. Quindi chi ha represso il sesso non può amare. Può darlo a vedere, può fingere di amare, ma non può farlo veramente perché ha troppa paura. Per questo non è in grado di toccarti con amore: ha paura; un tocco pieno d’amore può in qualsiasi istante diventare un tocco sessuale, quindi avrà paura e non si lascerà toccare.

È possibile creare infinite giustificazioni, ma l’unico vero motivo è la paura, la paura dell’istinto represso. E quella persona sarà piena di odio, perché ogni energia repressa ritorna capovolta alla sua natura originaria.

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